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Chiesa di San Giovanni Battista San Martino Valle Caudina: San Martino si trova al confine della provincia di Avellino, situato ai piedi del monte Pizzone e del monte Teano ad un’altezza sul livello del mare che varia da 200 m a 1.600 m. Le origini di San Martino sono incerte: Padre Arcangelo da Montesarchio collega il nome del paese ad un altare elevato dopo la sconfitta dei Romani alle Forche Caudine in onore al Dio della guerra Marte, Ara Martis, che il Cristianesimo mutò in San Martino; altri studiosi fanno risalire le origini all’alto medioevo in base a dei ritrovamenti archeologici scoperti al confine con Pannarano; il nome del paese può essere riferito anche al culto del Santo, tutt’oggi patrono del paese. Si parla infatti di una chiesa eretta in onore di San Martino già nel 1200.
Le prime testimonianze documentabili sono relative ad un documento del 837 che ci parla di un fortilizio e di un monastero. Nel 876 a seguito delle persecuzioni di Seodan a Telese si rifugiarono nel nostro territorio San Palerio Vescovo e San Equizio Diacono. Per molti anni non si seppe più nulla fin quando nel XII sec un certo Maraldo innalzò nel proprio podere una chiesa dedicata ai due santi a seguito di una premonizione. Oggi le reliqui sono custodite nella chiesa di San Giovanni Battista. A metà del XII sec San Martino è uno dei feudi più importanti del ducato di Puglia e del Principato di Capua. I feudatari del paese furono le famiglie più importanti del periodo: Capece, d’Aquino, Scotto e Baux per poi passare con la compra dalla Regina Sancia alla famiglia della Leonessa (1334). Dal 1334 le vicende del paese si confondono con la storia feudale della famiglia della Lagonessa il cui cognome fu man mano trasformato in della Leonessa.
Nel 1408 grazie alla donazione di Marino Calzarone venne fondata la Chiesa di Santa Caterina e successivamente venne costruito il monastero dei Monaci della Congragazione Benedettina di Montevergine.
Nel 1565 Vittoria Loffredo, moglie di Fabio della Leonessa, tenne a battesimo le quattro campane sospese in cima al campanile della chiesa di San Giovanni Battista. Questa è la prima notizia certa della Collegiata.
Nel 1627 Giovan Battista della Leonessa, figlio di Fabio, divenne Duca di San Martino col diploma di concessione rilasciato dal Re Filippo IV.
Sempre nel XVII sec si possono far risalire le origini di due palazzi molto importanti nella storia del paese: il Palazzo ducale e il Palazzo del Balzo (chiamato anche Palazzo Cenci Bolognetti).
Il Palazzo venne utilizzato in un primo momento come deposito per le provviste e per maccaronaia. Al piano superiore c’erano tre stanze per il Governatore e al piano terra la stalla. Nel 1800 divenne residenza della famiglia della Leonessa, secondo il costume d’epoca di spostarsi più a valle. L’ingresso principale è sormontato dallo stemma della famiglia Pignatelli della Leonessa. Tramite il lungo androne si accede al cortile arricchito di piante ornamentali, sulla sinistra c’è un’ampia scala, preceduta da due arcate che conduca al piano nobile. Nel portico è conservata la lapide dei dazi che la famiglia riscuoteva per il mantenimento e la sorveglianza della vicina Via Appia.
Il Palazzo del Balzo era la residenza della famiglia del Balzo. Oggi è molto degradato, ma si possono ancora ammirare le decorazione parietali, le scuderie e i bagni a tonfo. L’ultima proprietaria, Marianna Antonia del Balzo sposò Marco Cenci Bolognetti dei Principi di Vicovaro, che dedito al gioco perse la proprietà.
La discendenza della famiglia della Leonessa continuò fino al 1797 con Giuseppe Maria, duca di San Martino. Estinto il ramo maschile il titolo passò per filiazione femminile ai Ruffo e con Carolina Ruffo ai Pignatelli di Monteroduni. Si tratta dello stesso titolo conservato fino ad oggi dal Duca Giovanni Pignatelli della Leonessa attuale proprietario dell’imponente castello intorno al quale si formò il borgo medioevale. Un’altra famiglia di importanza fondamentale nella storia del paese fu la famiglia Del Balzo. Caterina de Bauciis (del Balzo) fu proprietaria della Terra di San Martino (1341) a seguito del matrimonio con Guglielmo Scotto. Un’altra famiglia del Balzo (forse collegata con la prima) divenne intestataria del suffeudo La Mensa per concessione di Fabio Maria della Leonessa duca di San Martino e Principe di Sepino, padrone di Ceppaloni, Roccabascerana e Terranova Fossaceca. Da questa seconda famiglia si possono ricordare per il loro impegno politico e non solo: Francesco Del Balzo che nel 1860 fu nominato sindaco di San Martino da Francesco De Sanctis. Durante il suo mandato aderì al progetto della linea ferroviaria Napoli Benevento, coprì il fiume che attraversa il paese ricavandone Piazza XX Settembre, costruì l’attuale sede del Municipio, abbellì il paese con due fontane in pietra locale. Il figlio Carlo, scrittore giornalista e deputato parlamentare (San Martino Valle Caudina, 1853-1908), scrisse vari romanzi: Napoli e i Napoletani, Parigi e i parigini, pubblicò dieci romanzi documento e ben quindici volumi sul tema “Poesie di mille autori intorno a Dante Alighieri”. Fu amico di Giovanni Verga e Matilde Serao. Girolamo Beltramo Del Balzo (fratello di Carlo) fu sindaco di San Martino, eletto deputato di Avellino e Baiano nel 1873 (XV legislatura) sconfiggendo De Sanctis. Fece parte dei Governi di Giolitti, Tittoni e Fortis.
La famiglia Imbriani, anche se aveva origini a Roccabascerana, entrò nella storia di San Martino in simultanea con i del Balzo. Tra le due famiglie, molto importanti anche a livello provinciale ci furono diversi contrasti. Paolo Emilio Imbriani, segretario generale al Ministero della Pubblica Istruzione nel governo di Carlo Troya ed a quello d’Agricoltura e Commercio; all’Università di Napoli Federico II insegnò Filosofia del Diritto e Diritto Costituzionale e fu sindaco di Napoli. Il figlio Matteo Renato Imbriani, eletto deputato nelle elezioni del 1897 dopo aver superato in ballottaggio il candidato Alessandro Modestino. Ritornò alla Camera nel 1900 come deputato del collegio di Iesi e ne uscì definitivamente nel 1904 dopo la caduta del suo collegio. La sua presenza fu incisiva nelle scelte della Estrema Sinistra. È stato il padre dell’Irredentismo italiano. Morì a San Martino nella sua amatissima “Casa Giulia” il 12 settembre 1901.
Altri personaggi che sono parte integrante della storia del paese sono stati:
Irma Melany Scodnik che partecipò alle lotte a favore del voto alle donne. Si stabilì a San Martino, dopo la morte del cognato Matteo Renato Imbriani, nella Casa Giulia, dove morì nel 1924.
Luigi Savoia, apparteneva ad una famiglia benestante e possidente del paese. Era tenente della Guardia Nazionale Mobile. Il 29 ottobre 1861 fu ucciso dai briganti, comandati da Cipriano La Gala, in località Mafariello.
Serafino Soldi: avvocato che partecipò ai moti del 1848. Fu Consigliere Provinciale di Montefusco. Fratello di Don Giovanni Soldi parroco liberale che venne più volte arrestato per le sue idee. Stessa sorte anche per Don Antonio Marini che partecipò alla rivoluzione del 1799 e Padre Ludovico Acernese, guardiano del Monastero di Santa Caterina, che partecipò ai moti del 1821.
Da non dimenticare San Palerio, Vescovo telesino, e San Equizio Diacono, vissuti verso la metà o la fine del IX secolo, fuggiti a San Martino per scampare alla distruzione di Telese, incendiata nel 876. Nel 1713, il giorno 5 marzo, alla presenza di Vincenzo Maria Orsini futuro Papa, le reliquie dei Santi furono tumulate sotto l’altare maggiore della Collegiata di S. Giovanni Battista.

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Da Vedere: Casa Giulia, dimora di Matteo Renato Imbriani; il Castello Longobardo costruito nel 837, il Palazzo Ducale del 1600 attualmente è valorizzato dalla sua nuova destinazione d’uso. I suoi saloni arredati con mobili d’epoca sono adibiti per ricevimenti e convegni con un servizio particolarmente accurato; Palazzo Cenci Bolognetti (del Balzo) dimora di Francesco Del Balzo e Girolamo Del Balzo; Chiesa di San Giovanni Battista dove sono custodite le reliquie dei Santi Palerio ed Equizio, si può ammirare una fonte battesimale e un confessionale del 700; il Convento e la Chiesa di Santa Caterina, dove nel 1729 vi alloggiò Papa Benedetto XII che da Benevento tornava a Roma; Villa del Balzo, residenza di Carlo del Balzo; infine vi consiglio il centro storico, le Cascatelle e la località montana Mafariello meta di molti turisti nei mesi estivi grazie alla fonte di acqua oligominerale e un’ampia area adibita per pic nic.

Gastronomia e Vini: Il territorio di S. Martino Valle Caudina è caratterizzato da terreni fertilissimi a valle del paese e una foltissima vegetazione a nord con fittissimi castagneti e faggeti. Fa parte della zona di produzione della Mela Annurca Campana Igt e dei vitigni quali: l’Aglianico Irpinia, il Taurasi DOCG e il Coda di Volpe.
Il prodotto tipico per eccellenza è senza dubbio il “Tarallo di San Palerio”: tarallo dolce che si tramanda da secoli nella frazione dove furono ritrovate le reliquie dei santi. Gli ingredienti sono molto semplici: farina, uova, zucchero e burro.


Come Arrivare: da Napoli:
- in treno: linea Metro Nord-Est Campania (binari 2,3,4 della Stazione Centrale). Fermata di San Martino Valle Caudina.

- in auto: autostrada A1 Roma-Napoli, uscita Caserta Sud, poi 25 km circa in direzione Benevento sulla s.s.7 Appia.


Il testo è stato gentilmente fornito da: Domenico Pisano

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