Teatro: La Piramide!
In: Campania : Napoli : Musci
Descrizione
Nuovo Teatro Nuovo di Napoli
regia Arturo Cirillo
Prima tappa della tournèe italiana de La Piramide! di Copi, nella regia di Arturo Cirillo, spettacolo prodotto dal Mercadante Teatro Stabile di Napoli e dallo Stabile di Innovazione partenopeo.
Arturo Cirillo, nella doppia veste di regista ed interprete, si “misura” con quest'autore attraverso un allestimento che tratta i temi gravi ed angoscianti, di cui è intriso questo atto unico proposto nella traduzione di Luca Coppola e Giancarlo Prati, con distacco derisorio e fulmineo, ritmando dialoghi e silenzi, entrate ed uscite.
Il testo, scritto nel 1975 e rappresentato una sola volta nel nostro paese, è sospeso fra nonsense post-surrealista e incubo notturno: una visione al limite della catastrofe.
La caratteristica principale del teatro di Copi, come delle sue folgoranti vignette, sta nella lieve ma inesorabile “ferocia”. I personaggi da lui creati sono perennemente impegnati ad ordinare azioni efferate gli uni contro gli altri. E dove non arriva la loro smania di sopraffazione è l’autore stesso che si diverte a calarli in situazioni disperate.
Popolato da stralunati personaggi, La Piramide! è un atroce varietà circense che riproduce, con surreale humor, la fine del mondo. Al centro della pièce c’è la distruzione dell’impero degli Inca, assunta come metafora dell’eterna smania occidentale di soggiogare ed annichilire intere civiltà per avidità di ricchezza e di potere.
La Piramide é La fine di un mondo, una terra di nessuno in cui si ritrovano una regina inca, Gea Martire, una principessa inca, Monica Piseddu, un gesuita, Rosario Giglio, un topo, Arturo Cirillo, un acquaiolo, Salvatore Caruso, un turista svagato, Fabio Palmieri, una vacca sacra, cui “presta” la voce Paola Mannoni, interpreti di un atroce varietà, l'ultimo varietà possibile: quello della catastrofe. Dentro le pareti della piramide, scenograficamente allestita da Massimo Bellando Randone, con le luci di Andrea Narese, la musica di Francesco De Melis ed i costumi di Gianluca Falaschi, va in scena la dissoluzione di un potere millenario, fatto di superstizioni, riti, richiami atavici, che, davanti alla scoperta di qualche sacco di petrolio, non può reggere il confronto: un teatro del post-assurdo, in cui i personaggi non hanno, ormai, più sentimenti.
Nuovo Teatro Nuovo di Napoli
regia Arturo Cirillo
Prima tappa della tournèe italiana de La Piramide! di Copi, nella regia di Arturo Cirillo, spettacolo prodotto dal Mercadante Teatro Stabile di Napoli e dallo Stabile di Innovazione partenopeo.
Arturo Cirillo, nella doppia veste di regista ed interprete, si “misura” con quest'autore attraverso un allestimento che tratta i temi gravi ed angoscianti, di cui è intriso questo atto unico proposto nella traduzione di Luca Coppola e Giancarlo Prati, con distacco derisorio e fulmineo, ritmando dialoghi e silenzi, entrate ed uscite.
Il testo, scritto nel 1975 e rappresentato una sola volta nel nostro paese, è sospeso fra nonsense post-surrealista e incubo notturno: una visione al limite della catastrofe.
La caratteristica principale del teatro di Copi, come delle sue folgoranti vignette, sta nella lieve ma inesorabile “ferocia”. I personaggi da lui creati sono perennemente impegnati ad ordinare azioni efferate gli uni contro gli altri. E dove non arriva la loro smania di sopraffazione è l’autore stesso che si diverte a calarli in situazioni disperate.
Popolato da stralunati personaggi, La Piramide! è un atroce varietà circense che riproduce, con surreale humor, la fine del mondo. Al centro della pièce c’è la distruzione dell’impero degli Inca, assunta come metafora dell’eterna smania occidentale di soggiogare ed annichilire intere civiltà per avidità di ricchezza e di potere.
La Piramide é La fine di un mondo, una terra di nessuno in cui si ritrovano una regina inca, Gea Martire, una principessa inca, Monica Piseddu, un gesuita, Rosario Giglio, un topo, Arturo Cirillo, un acquaiolo, Salvatore Caruso, un turista svagato, Fabio Palmieri, una vacca sacra, cui “presta” la voce Paola Mannoni, interpreti di un atroce varietà, l'ultimo varietà possibile: quello della catastrofe. Dentro le pareti della piramide, scenograficamente allestita da Massimo Bellando Randone, con le luci di Andrea Narese, la musica di Francesco De Melis ed i costumi di Gianluca Falaschi, va in scena la dissoluzione di un potere millenario, fatto di superstizioni, riti, richiami atavici, che, davanti alla scoperta di qualche sacco di petrolio, non può reggere il confronto: un teatro del post-assurdo, in cui i personaggi non hanno, ormai, più sentimenti.
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

