'Na specie de cadavere lunghissimo
In: Emilia Romagna : Bologna : Bologna
Descrizione
Laboratori DMS – Teatro
Via Azzo Gardino 65/a, Bologna
ore 21.00
Dopo lo spettacolo Orgia dei Teatri di Vita, il Progetto PER Pasolini, prosegue con il secondo spettacolo in programma: ‘NA SPECIE DE CADAVERE LUNGHISSIMO un’idea di Fabrizio Gifuni da Pier Paolo Pasolini e Giorgio Somalvico, regia di Giuseppe Bertolucci, con Fabrizio Gifuni.
Nell’unione della prosa politica e polemica di Pasolini con gli endecasillabi romaneschi di Giorgio Somalvico, il monologo presenta un agone tragico – inteso come scontro ma anche come agonia – tra un Padre e un Figlio, vissuto in scena da un solo corpo e da una sola voce che de-genera da vittima a carnefice, da Dottor Jekyll a Mister Hyde, in una reazione a catena culturale e linguistica tutta da sperimentare.
Il Teorema pasoliniano – genocidio culturale, imbarbarimento consumistico, uso strumentale dei media da parte del Nuovo Fascismo – si dispiega inesorabilmente in tutta la sua lucida disperazione, delineando – attimo dopo attimo – i connotati dell’assassino. Generandone i tratti identitari, le demotivazioni profonde, “pensandolo” quell’assassino, prima ancora di incontrarlo, in un vertiginoso (quanto involontario?) processo di invenzione. Come spesso accade, il monologo è un appuntamento. Tra un attore e il suo talento, tra un regista e un attore, tra la teatralità e l’affabulazione, tra lo spettatore pellegrino e l’eremita in preghiera nella grotta. Il luogo dell’appuntamento è la grotta del testo, dove tutti troviamo un comune riparo alle intemperie e ai disagi del viaggio, ma anche l’unico luogo dove tutti – immobili, in ascolto – viviamo l’esperienza del viaggio.
Laboratori DMS – Teatro
Via Azzo Gardino 65/a, Bologna
ore 21.00
Dopo lo spettacolo Orgia dei Teatri di Vita, il Progetto PER Pasolini, prosegue con il secondo spettacolo in programma: ‘NA SPECIE DE CADAVERE LUNGHISSIMO un’idea di Fabrizio Gifuni da Pier Paolo Pasolini e Giorgio Somalvico, regia di Giuseppe Bertolucci, con Fabrizio Gifuni.
Nell’unione della prosa politica e polemica di Pasolini con gli endecasillabi romaneschi di Giorgio Somalvico, il monologo presenta un agone tragico – inteso come scontro ma anche come agonia – tra un Padre e un Figlio, vissuto in scena da un solo corpo e da una sola voce che de-genera da vittima a carnefice, da Dottor Jekyll a Mister Hyde, in una reazione a catena culturale e linguistica tutta da sperimentare.
Il Teorema pasoliniano – genocidio culturale, imbarbarimento consumistico, uso strumentale dei media da parte del Nuovo Fascismo – si dispiega inesorabilmente in tutta la sua lucida disperazione, delineando – attimo dopo attimo – i connotati dell’assassino. Generandone i tratti identitari, le demotivazioni profonde, “pensandolo” quell’assassino, prima ancora di incontrarlo, in un vertiginoso (quanto involontario?) processo di invenzione. Come spesso accade, il monologo è un appuntamento. Tra un attore e il suo talento, tra un regista e un attore, tra la teatralità e l’affabulazione, tra lo spettatore pellegrino e l’eremita in preghiera nella grotta. Il luogo dell’appuntamento è la grotta del testo, dove tutti troviamo un comune riparo alle intemperie e ai disagi del viaggio, ma anche l’unico luogo dove tutti – immobili, in ascolto – viviamo l’esperienza del viaggio.
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

