Teatro: Confiteor di Giovanni Testori diretto da Franco Palmieri
In: Lombardia : Milano : Milano
Descrizione
Teatro Sala Fontana
Il dramma di Confiteor nasce da un fatto di cronaca che si consuma tra le pareti domestiche e poi in una prigione negli anni ’80; un giovane uccide il fratello handicappato e l’amico del fratello, e per questo omicidio viene condannato all’ergastolo. Il giovane viene poi ucciso nella sua cella.
Giovanni Testori da questo episodio ricava uno tra i drammi più incisivi della sua produzione teatrale, affidando l’intero sviluppo narrativo a due sole figure della storia: il giovane omicida e sua madre. I due protagonisti dialogano con il pubblico, sempre necessario a questa forma di teatro, confessando e rivivendo le proprie vite, le proprie inutili certezze, ma soprattutto i fatti e gli episodi concreti che hanno reso possibile una simile tragedia. La confessione, azione estrema, liberatoria e umanissima, è l’unica azione di questo radicale atto di teatro dove il rapporto del figlio con la madre è violenta ossessione e inevitabile condanna. Non esistono riferimenti naturalistici tra i due attori, personaggi, protagonisti, ma solo incubi, ricordi, momenti vissuti del passato, che gridano continuamente di essere presenti, in una sospensione tra la vita e la morte e in un tempo fuori dal tempo, ma presente perché il teatro è il presente, sempre.
Teatro Sala Fontana
Il dramma di Confiteor nasce da un fatto di cronaca che si consuma tra le pareti domestiche e poi in una prigione negli anni ’80; un giovane uccide il fratello handicappato e l’amico del fratello, e per questo omicidio viene condannato all’ergastolo. Il giovane viene poi ucciso nella sua cella.
Giovanni Testori da questo episodio ricava uno tra i drammi più incisivi della sua produzione teatrale, affidando l’intero sviluppo narrativo a due sole figure della storia: il giovane omicida e sua madre. I due protagonisti dialogano con il pubblico, sempre necessario a questa forma di teatro, confessando e rivivendo le proprie vite, le proprie inutili certezze, ma soprattutto i fatti e gli episodi concreti che hanno reso possibile una simile tragedia. La confessione, azione estrema, liberatoria e umanissima, è l’unica azione di questo radicale atto di teatro dove il rapporto del figlio con la madre è violenta ossessione e inevitabile condanna. Non esistono riferimenti naturalistici tra i due attori, personaggi, protagonisti, ma solo incubi, ricordi, momenti vissuti del passato, che gridano continuamente di essere presenti, in una sospensione tra la vita e la morte e in un tempo fuori dal tempo, ma presente perché il teatro è il presente, sempre.
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
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