Le tavole di San Giuseppe
In: Sicilia : Caltanissetta : Gela
Descrizione
Elemento tipico di Gela sono le tavole imbandite per la festività di San Giuseppe.
Già diversi mesi prima, le famiglie devote umilmente girano per tutta la città e chiedono un’offerta in denaro che servirà per l’acquisto dei generi alimentari necessari ad “apparecchiare” le grandi tavole.
Nel giorno della ricorrenza (19 marzo) nelle case dove viene imbandita una tavola (diverse decine nei vari quartieri cittadini) si volge un particolare rito che consiste nell’invitare dei poverelli del quartiere a impersonare la Sacra Famiglia (Gesù, Giuseppe e Maria). Accompagnati da una moltitudine di bimbi che annunciano il loro arrivo, vestiti con candide tuniche e con la testa inghirlandata, i tre poverelli bussano tre volte alla porta decorata con palme. Allora viene spalancata la porta e i tre poverelli vengono accolti da un grande applauso accompagnato dal grido “Viva Gesù, Giuseppe e Maria!”. Quindi i tre vengono invitati a consumare le mille bontà della tavola dopo aver digiunato nella giornata precedente. Alla fine i poverelli porteranno con loro il resto dei generi alimentari e non avranno problemi per le settimane seguenti!
Sempre in onore di San Giuseppe, il 1° maggio o la domenica successiva, nella chiesa di S. Agostino e nella piazza antistante si svolge un’altra festa di San Giuseppe (che in quella chiesa viene venerato) altrettanto seguita dai gelesi.
Il clou della festa avviene in serata quando in piazza si svolge il “gioco ddo iaddruzzu” (il gioco del galletto o della pentolaccia) che consiste nel riuscire a colpire e far cadere una pentola d’argilla contenente un gallo vivo che appesa ad una corda viene fatta traballare in mezzo alla piazza. Il poverello che riuscirà nell’intento porterà a casa il gallo per mangiarlo assieme ai suoi familiari. Oggi, in seguito alle proteste degli ambientalisti, nella pentolaccia vengono messi dei doni e un pupazzo. La serata si conclude con i giochi pirotecnici.
Elemento tipico di Gela sono le tavole imbandite per la festività di San Giuseppe.
Già diversi mesi prima, le famiglie devote umilmente girano per tutta la città e chiedono un’offerta in denaro che servirà per l’acquisto dei generi alimentari necessari ad “apparecchiare” le grandi tavole.
Nel giorno della ricorrenza (19 marzo) nelle case dove viene imbandita una tavola (diverse decine nei vari quartieri cittadini) si volge un particolare rito che consiste nell’invitare dei poverelli del quartiere a impersonare la Sacra Famiglia (Gesù, Giuseppe e Maria). Accompagnati da una moltitudine di bimbi che annunciano il loro arrivo, vestiti con candide tuniche e con la testa inghirlandata, i tre poverelli bussano tre volte alla porta decorata con palme. Allora viene spalancata la porta e i tre poverelli vengono accolti da un grande applauso accompagnato dal grido “Viva Gesù, Giuseppe e Maria!”. Quindi i tre vengono invitati a consumare le mille bontà della tavola dopo aver digiunato nella giornata precedente. Alla fine i poverelli porteranno con loro il resto dei generi alimentari e non avranno problemi per le settimane seguenti!
Sempre in onore di San Giuseppe, il 1° maggio o la domenica successiva, nella chiesa di S. Agostino e nella piazza antistante si svolge un’altra festa di San Giuseppe (che in quella chiesa viene venerato) altrettanto seguita dai gelesi.
Il clou della festa avviene in serata quando in piazza si svolge il “gioco ddo iaddruzzu” (il gioco del galletto o della pentolaccia) che consiste nel riuscire a colpire e far cadere una pentola d’argilla contenente un gallo vivo che appesa ad una corda viene fatta traballare in mezzo alla piazza. Il poverello che riuscirà nell’intento porterà a casa il gallo per mangiarlo assieme ai suoi familiari. Oggi, in seguito alle proteste degli ambientalisti, nella pentolaccia vengono messi dei doni e un pupazzo. La serata si conclude con i giochi pirotecnici.
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

