Passione, morte e risurrezione di Gesù
In: Umbria : Terni : Baschi
Descrizione
Nella pace del Convento, dove aleggia ancora la spiritualità propria di quei luoghi dove si è soffermato il Poverello d’Assisi, l’Associazione Culturale Pantanelli dà vita ad una rappresentazione in costume della “Passione, morte e risurrezione di Gesù”.
Il Santuario di S. Angelo in Pantanelli offre gli scenari giusti a far sì che tutta la rappresentazione acquisti nei vari momenti un’affascinante e coinvolgente forza di realismo nella spiritualità e drammaticità degli eventi.
Gli attori che danno vita ai personaggi essenziali nella storia sviluppano all’interno del monastero, del bosco circostante e della grotta, ove dimorò San Francesco, tutte le scene più salienti che raccontano il dramma della passione.
L’ENTRATA IN GERUSALEMME: da un portale, ricostruito a figurazione della porta di Geusalemme, entrano Gesù e i discepoli accolti con palme rami d’ulivo dalla folla esultante. Mentre gli apostoli e il Maestro si accingono a prendere posto nel cenacolo, prende corpo la scena dell’accordo tra gli anziani sacerdoti del tempio di catturare Gesù, seguita dall’incontro tra Zera e Giuda che complottano l’arresto.
L’ULTIMA CENA: il cenacolo è ricostruito sotto il portico del convento, scenograficamente allestito. Nel contesto del pasto, si alterna, nelle figure ei vari apostoli sbigottiti e increduli di ciò che dovrà accadere, la baldanza di Pietro, la tristezza di Giovanni e l’incoscienza di Giuda.
LA CATTURA: la cattura, che è rappresentata nel giardino adiacente al convento, inizia con la figura di Gesù, il quale cosciente di ciò che sta per accadere, cerca il negato conforto di Pietro e degli altri discepoli. Saranno colti di sorpresa nel sonno dalla milizia giudea venuta a catturare il Maestro. Il susseguirsi della scena della cattura, dello scontro tra la milizia giudea e gli apostoli, la successiva fuga di quest’ultimi, dà inizio alla serie di scene che attraggono con particolare suggestione lo spettatore.
Con la cattura, tutta la rappresentazione si sposta all’interno del bosco fino ad arrivare nella radura sottostante il Santuario per iniziare con l’interrogatorio e il verdetto di Kaifa. Il tutto sarà preceduto dalla comparsa del drappello dei soldati romani che dal bosco entrano in scena, sfilando davanti agli spettatori e prendendo ognuno il proprio posto, nel rafforzare così gli avamposti, le torri ei posti di guardia predisposti.
LA CONDANNA DI KAIFA: nel tempio, sorvegliato dalle apposite guardie, si alternano le domande e le insinuazioni bieche degli anziani del tempio e del sommo sacerdote che, all’ammissione di Gesù di “essere il Figlio di Dio”, sentenzierà la colpa di bestemmiatore e ordina la consegna di Gesù a Ponzio Pilato, per la condanna definitiva.
L’ARRIVO DI PILATO: Pilato e la sua scorta arrivano al galoppo nel quartier generale. Fermati i cavalli e giunto al posto di guardia, Pilato s’incontra con il suo attendente Quintilio che gli spiega ciò che sta accadendo nell’ambito del sinedrio e l’esigenza di un suo imminente giudizio nei confronti del Nazareno.
Nonostante non sia del tutto convinto, Pilato accetta di ascoltare i sacerdoti e di vedere il loro imputato, che interrogato in un primo momento e non ritenendolo colpevole di alcun reato, lo condanna ad essere frustato.
Gesù viene preso dalle guardie romane, condotto nel piazzale sottostante e da due carnefici frustato a sangue.
Un centurione comanda ad un certo punto l’alt ai due carnefici che insieme con altri soldati coprono il corpo di Gesù con un mantello rosso e la testa con una corona di spine proclamandolo tra scherni, risa e insulti re dei Giudei.
LA CONDONNA DI PILATO: Gesù è di nuovo condotto da Pilato, il quale ancora più convinto della sua innocenza, pensa bene di eludere l’insistenza dei sacerdoti ad una condanna alla pena di morte, dando la facoltà di giudicare, in concomitanza della Pasqua, al popolo.
I due imputati al cospetto del popolo sono Barabba e Gesù, il quale viene condannato e condotto nelle prigioni da dove uscirà con la croce sulle spalle.
IL CALVARIO: prima dell’uscita dalle prigioni di Gesù, con il peso della croce, vengono scortati fino al calvario i due ladroni.
La scena si apre con Gesù che sotto il peso della croce viene condotto dal drappello romano sino al calvario. Nel tragitto, il popolo aggredisce le guardie ed urla l’ingiustizia, suscitando scompiglio e tensione.
LA CROCIFISSIONE: l’arrivo al Calvario, creato nella parte retrostante del convento su un costone a strapiombo sulla radura antico alveo del fiume Tevere, è un altro momento che unito alle scene tragiche della crocifissione e della pietà, rendono emozionante ed allo stesso tempo suggestiva la rappresentazione.
LA RISURREZIONE: Gesù, trasportato su un lenzuolo al vicino sepolcro, ricavato nella grotta ove dimorò il Santo d’Assisi, risorge in un crescendo di luci ed ombre, filtrate da nuvole di fumo chiaro in un avvolgente contesto tra realtà di Fede e di finzioni sceniche.
Suggestive sono anche le musiche che fanno da colonna sonora alle singole scene che compongono lo spettacolo. Vengono infatti utilizzate musiche di vari artisti come Vangelis, Queen, Pink Floyd, solo per citarne alcuni, in una contaminazione emozionante tra pop moderno e tradizione iconografica.
L'ingresso alla rappresentazione è gratuito.
Per ulteriori informazioni:
Associazione Culturale Pantanelli
tel. 3495771909
3473476776
www.pantanelli.sifree.org
Nella pace del Convento, dove aleggia ancora la spiritualità propria di quei luoghi dove si è soffermato il Poverello d’Assisi, l’Associazione Culturale Pantanelli dà vita ad una rappresentazione in costume della “Passione, morte e risurrezione di Gesù”.
Il Santuario di S. Angelo in Pantanelli offre gli scenari giusti a far sì che tutta la rappresentazione acquisti nei vari momenti un’affascinante e coinvolgente forza di realismo nella spiritualità e drammaticità degli eventi.
Gli attori che danno vita ai personaggi essenziali nella storia sviluppano all’interno del monastero, del bosco circostante e della grotta, ove dimorò San Francesco, tutte le scene più salienti che raccontano il dramma della passione.
L’ENTRATA IN GERUSALEMME: da un portale, ricostruito a figurazione della porta di Geusalemme, entrano Gesù e i discepoli accolti con palme rami d’ulivo dalla folla esultante. Mentre gli apostoli e il Maestro si accingono a prendere posto nel cenacolo, prende corpo la scena dell’accordo tra gli anziani sacerdoti del tempio di catturare Gesù, seguita dall’incontro tra Zera e Giuda che complottano l’arresto.
L’ULTIMA CENA: il cenacolo è ricostruito sotto il portico del convento, scenograficamente allestito. Nel contesto del pasto, si alterna, nelle figure ei vari apostoli sbigottiti e increduli di ciò che dovrà accadere, la baldanza di Pietro, la tristezza di Giovanni e l’incoscienza di Giuda.
LA CATTURA: la cattura, che è rappresentata nel giardino adiacente al convento, inizia con la figura di Gesù, il quale cosciente di ciò che sta per accadere, cerca il negato conforto di Pietro e degli altri discepoli. Saranno colti di sorpresa nel sonno dalla milizia giudea venuta a catturare il Maestro. Il susseguirsi della scena della cattura, dello scontro tra la milizia giudea e gli apostoli, la successiva fuga di quest’ultimi, dà inizio alla serie di scene che attraggono con particolare suggestione lo spettatore.
Con la cattura, tutta la rappresentazione si sposta all’interno del bosco fino ad arrivare nella radura sottostante il Santuario per iniziare con l’interrogatorio e il verdetto di Kaifa. Il tutto sarà preceduto dalla comparsa del drappello dei soldati romani che dal bosco entrano in scena, sfilando davanti agli spettatori e prendendo ognuno il proprio posto, nel rafforzare così gli avamposti, le torri ei posti di guardia predisposti.
LA CONDANNA DI KAIFA: nel tempio, sorvegliato dalle apposite guardie, si alternano le domande e le insinuazioni bieche degli anziani del tempio e del sommo sacerdote che, all’ammissione di Gesù di “essere il Figlio di Dio”, sentenzierà la colpa di bestemmiatore e ordina la consegna di Gesù a Ponzio Pilato, per la condanna definitiva.
L’ARRIVO DI PILATO: Pilato e la sua scorta arrivano al galoppo nel quartier generale. Fermati i cavalli e giunto al posto di guardia, Pilato s’incontra con il suo attendente Quintilio che gli spiega ciò che sta accadendo nell’ambito del sinedrio e l’esigenza di un suo imminente giudizio nei confronti del Nazareno.
Nonostante non sia del tutto convinto, Pilato accetta di ascoltare i sacerdoti e di vedere il loro imputato, che interrogato in un primo momento e non ritenendolo colpevole di alcun reato, lo condanna ad essere frustato.
Gesù viene preso dalle guardie romane, condotto nel piazzale sottostante e da due carnefici frustato a sangue.
Un centurione comanda ad un certo punto l’alt ai due carnefici che insieme con altri soldati coprono il corpo di Gesù con un mantello rosso e la testa con una corona di spine proclamandolo tra scherni, risa e insulti re dei Giudei.
LA CONDONNA DI PILATO: Gesù è di nuovo condotto da Pilato, il quale ancora più convinto della sua innocenza, pensa bene di eludere l’insistenza dei sacerdoti ad una condanna alla pena di morte, dando la facoltà di giudicare, in concomitanza della Pasqua, al popolo.
I due imputati al cospetto del popolo sono Barabba e Gesù, il quale viene condannato e condotto nelle prigioni da dove uscirà con la croce sulle spalle.
IL CALVARIO: prima dell’uscita dalle prigioni di Gesù, con il peso della croce, vengono scortati fino al calvario i due ladroni.
La scena si apre con Gesù che sotto il peso della croce viene condotto dal drappello romano sino al calvario. Nel tragitto, il popolo aggredisce le guardie ed urla l’ingiustizia, suscitando scompiglio e tensione.
LA CROCIFISSIONE: l’arrivo al Calvario, creato nella parte retrostante del convento su un costone a strapiombo sulla radura antico alveo del fiume Tevere, è un altro momento che unito alle scene tragiche della crocifissione e della pietà, rendono emozionante ed allo stesso tempo suggestiva la rappresentazione.
LA RISURREZIONE: Gesù, trasportato su un lenzuolo al vicino sepolcro, ricavato nella grotta ove dimorò il Santo d’Assisi, risorge in un crescendo di luci ed ombre, filtrate da nuvole di fumo chiaro in un avvolgente contesto tra realtà di Fede e di finzioni sceniche.
Suggestive sono anche le musiche che fanno da colonna sonora alle singole scene che compongono lo spettacolo. Vengono infatti utilizzate musiche di vari artisti come Vangelis, Queen, Pink Floyd, solo per citarne alcuni, in una contaminazione emozionante tra pop moderno e tradizione iconografica.
L'ingresso alla rappresentazione è gratuito.
Per ulteriori informazioni:
Associazione Culturale Pantanelli
tel. 3495771909
3473476776
www.pantanelli.sifree.org
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
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