Il sorriso graffiato
In: Val d'Aosta : Aosta : Mostre Aosta : Chatillon
Descrizione
E’ di scena al Castello medioevale di Ussel, ad Aosta, la mostra sul disegno satirico nel periodo fascista. Con più di 350 tavole, la rassegna offre un panorama assai vasto delle migliori penne umoristiche, impugnate nel clima morale dell’antifascismo ma non solo.
Non è un mistero, infatti, che il disegno satirico non costituì solo un’arma per esprimere, a colpi di matita, il dissenso nei confronti del Regime, ma anche un modo per enfatizzare le virtù dell’Italia fascista, per celebrare le sue imprese, mettendo alla berlina i suoi antagonisti.
Non a caso, proprio per dare maggior visibilità alla propaganda del regime fascista, nel Gennaio 1937 i direttori dei sei giornali umoristici più importanti furono convocati dal Ministero per la Stampa e la Propaganda per ricevere una serie di istruzioni, tra le quali: "La stampa umoristica può e deve combattere l’ibridismo di razza facendo apparire come inferiori fisicamente e moralmente le razze di colore: per esempio mettendo in rilievo la bruttezza delle negre, la distanza che separa in fatto di civiltà i bianchi dai neri, etc…".
E così, negli anni del consenso, il volto del Duce, rinvigorito e abbellito dalle pagine di alcuni periodici, entrava maliziosamente nelle case degli italiani.
E’ di scena al Castello medioevale di Ussel, ad Aosta, la mostra sul disegno satirico nel periodo fascista. Con più di 350 tavole, la rassegna offre un panorama assai vasto delle migliori penne umoristiche, impugnate nel clima morale dell’antifascismo ma non solo.
Non è un mistero, infatti, che il disegno satirico non costituì solo un’arma per esprimere, a colpi di matita, il dissenso nei confronti del Regime, ma anche un modo per enfatizzare le virtù dell’Italia fascista, per celebrare le sue imprese, mettendo alla berlina i suoi antagonisti.
Non a caso, proprio per dare maggior visibilità alla propaganda del regime fascista, nel Gennaio 1937 i direttori dei sei giornali umoristici più importanti furono convocati dal Ministero per la Stampa e la Propaganda per ricevere una serie di istruzioni, tra le quali: "La stampa umoristica può e deve combattere l’ibridismo di razza facendo apparire come inferiori fisicamente e moralmente le razze di colore: per esempio mettendo in rilievo la bruttezza delle negre, la distanza che separa in fatto di civiltà i bianchi dai neri, etc…".
E così, negli anni del consenso, il volto del Duce, rinvigorito e abbellito dalle pagine di alcuni periodici, entrava maliziosamente nelle case degli italiani.
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
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