Eventi Comune di Grammichele


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Pianta di Grammichele Grammichele: Grammichele è una cittadina in provincia di Catania, sorta in seguito al terremoto che distrusse nel XVII secolo il borgo di Terravecchia, luogo in cui un tempo sorgeva l'antica Occhiolà. Fu Carlo Maria Carafa Branciforte, Principe di Butera, a radunare i sopravvissuti su una collina poco distante e a fondare nel 1693 la cittadina di Grammichele, tuttora conosciuta per la caratteristica pianta esagonale centrale. Il territorio circostante conserva numerose testimonianze dei Siculi e dei Morgeti intorno alla valle dei Margi. Quando nel V secolo a. c. i greci penetrarono nella valle, i due popoli si unirono per la difesa sotto la guida di re Ducezio da Menai, ma dopo un decennio di aspri combattimenti, i greci prevalsero su Siculi e Morgeti dando così origine ad una civiltà siceliota nell'antica Echetla. Oggi la cittadina di Grammichele, da sempre contraddistinta da un'economia agricola, si presenta come un luogo ricco di suggestioni storiche e culturali, e negli ultimi anni punta sul turismo ambientale e sulle risorse locali.

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Da Vedere: - Il Parco Archeologico di Occhiolà: è un suggestivo e affascinante “giacimento culturale” adagiato sui crinali delle colline di Terravecchia; conserva i resti dell’antica città di Echetla e del borgo rinascimentale occhiolese. Grazie alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania è possibile svolgere simulazioni di scavo e iniziative per avvicinare grandi e piccini al magico mondo dell’archeologia: ArcheoGioco, Le botteghe di Eketla, Campi scuola, workshop “Scavando si impara” e visite interattive quali “La macchina del tempo”.
- Il Museo Civico: è una tappa obbligata per quanti, in viaggio nella provincia etnea, amano arte e cultura. All’ingresso pannelli didattici raccontano la storia della ricerca archeologica condotta nel territorio di Grammichele e mostrano la riproduzione fotografica di alcuni dei più singolari pezzi conservati al Museo Archeologico Regionale "Paolo Orsi" di Siracusa; seguono tre sale ricche di materiali rinvenuti durante gli scavi. La prima ospita reperti databili tra la fine dell'età del bronzo e gli inizi dell'età del ferro oltre alla ricostruzione di tre sepolture rinvenute nella necropoli di Madonna del Piano (l’XI-IX secolo a.c.); la sala 2 è destinata a mostre temporanee, mentre, la sala 3 raccoglie corredi funerari di alcune tombe della necropoli arcaica di Casa Cantoniera, numerosi vasi di fabbrica indigena della cosiddetta facies di Licodia Eubea, due coppe attiche a vernice nera con iscrizioni in lingua sicula e ancora due kylikes (coppe) a figure nere di produzione attica (525-500 a.C.). Tra gli altri reperti meritano il busto di Demetra in terracotta, le statuette votive dall'area sacra di Poggio dell'Aquila e la statua in calcare di un Eros rinvenuta in una cisterna dall'area dell'abitato.
- Chiesa Madre: possiede dipinti del ‘600 e del ‘700 fra i quali quelli di Santa Caterina d'Alessandria (proveniente da Occhiolà) e della Madonna del Rosario. La dedica della chiesa a San Michele Arcangelo è legata all’introduzione all'epoca della fondazione del culto di Michele quale protettore dai terremoti. Al suo interno si possono ammirare, inoltre, la maestosa cupola istoriata, gli altari marmorei finemente decorati e il prospetto originale disegnato dall'architetto Carlo Sada.
- Chiesa Spirito Santo: fu distrutta dalle acque piovane e subì, a partire dal 1822, una serie di opere di ricostruzione terminate nel 1886. La facciata esterna è stata completata solo nel 1970. La Chiesa ha una pianta a croce latina, ospita quadri originali come quello di San Francesco da Paola del 1830 dipinto da Michelangelo Selva detto "lo zoppo di Ganci". Di rilievo sono anche i dipinti del Barberis raffiguranti l'apparizione di Gesù a Santa Maria la Coque e le anime purganti. Di autore ignoto è la meravigliosa statua secentesca in cartapesta del Cristo alla colonna, che viene portata in processione per le vie della città il mercoledì della Settimana Santa.
Chiesa di San Leonardo: iniziata alla fine del 1700 e completata intorno al 1850. Conserva al suo interno un prezioso Crocifisso proveniente da Occhiolà, attribuito a fra' Umile da Petralia (1580-1693).
Chiesa del Calvario: preceduta da una suggestiva scalinata, mostra una facciata chiusa da un elegante ordine per l'alloggiamento delle campane e conserva al suo interno una “Deposizione” databile alla fine del ‘700.
Santuario della Madonna del Piano: meta di pellegrinaggi e sede di un’antica festa popolare è l’unico edificio di Occhiolà ad essere stato risparmiato dal terremoto del 1693.


Gastronomia e Vini: Sono rinomate le salsicce di maiale arrostite sulla carbonella servite con contorni di verdura tipica come caliceddi, amareddi e cicoria, falsomagro (rotolo di carne ripiena).
Molto apprezzati sono i vini rossi doc dell'Etna.


Come Arrivare:
In auto
- Autostrada A19 Catania – Palermo, uscita Enna direzione Piazza Armerina - San Michele di Ganzaria - Caltagirone - Grammichele.
- Autostrada A18 Messina – Catania fino a Catania, e poi seguire indicazioni Gela - Caltagirone (SS417).
- SS114, svincolo per Ragusa (SS194) fino allo svincolo per Grammichele.

In treno
Tratta Messina - Taormina - Acireale - Caltagirone e Catania - Caltagirone.

In aereo
Gli aeroporti più vicini sono l’Aeroporto di Catania - Fontanarossa e quello di Palermo - Punta Raisi

In nave
Porto di Catania e di Messina.


Il testo è stato gentilmente fornito da: Siana Vanella

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