Eventi Comune di Tassullo


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Tassullo e le sue frazioni in primavera con i meli in fiore vist Tassullo: Il territorio del comune di Tassullo è limitato a nord dai burroni del Rio Ribosc’ e dal lago di S. Giustina, verso ovest dai dossi Bedolè, Lorè e Palù, a est dal Greto del Noce ed a sud – approssimativamente – dalle zone di Zaut e Visclaia.
Tassullo confina rispettivamente con i comuni di Cles, Nanno, Tuenno e Taio.
Una parte di estimo boschivo corrisponde alla località “Ciaralla”, è stato sommerso dalle acque del lago.
Tassullo, capoluogo del comune, si trova ad un'altitudine di 546 metri sul livello del mare. Ci sono due ipotesi per quanto riguarda l'origine del nome: o si deve alla frequente presenza dei tassi, una conifera scientificamente detta “taxus bacata” e in dialetto “nas” oppure alla traslitterazione, cioè trasposizione di lettere poste in ordine diverso, del termine tulliassi in tasselli. I tulliassi, insieme agli anauni ed ai sinduni, vengono citati nella tavola clesiana.
Il nuovo stemma del comune (1974) reca in centro la storica torre romana di castel valer, poste in capo le cinque stelle rappresentano le cinque frazioni di tassullo, al piede tre monti ricordano i tre comuni catastali e i due meli la fonte principale di reddito della popolazione.

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Da Vedere:
CETEL VALER
Caratterizzato dall’unica torre ottagonale esistente in Trentino, risale, nella parte più antica, al XII secolo ed è stato probabilmente costruito su un fortilizio romano. In origine appartenne ai conti di Appiano, passò ai conti di Tirolo, di Coredo, ai Greifenstein e, dopo la metà del 1300, a Pietro Sporo, ritenuto capostipite degli Spaur della Valle di Non, famiglia a cui appartiene anche oggi. Gli Spaur facevano parte della grande nobiltà della Valle di Non e del Tirolo e svolsero un ruolo di primo piano in tutti gli eventi del paese. Nella struttura gli elementi romanici e gotici si alternano a qielle di impronta cinquecentesca (doppio ordine di bifore ed elegante loggia). L’opera di miglior pregio nel castello e la cappella di San Valerio, nella quale si trovano affreschi dei Baschenis.
Il castello non è visitabile, tranne in casi particolari nei quali, il proprietario Conte Ulrico Spaur e il Comune di Tassullo, organizzano delle manifestazioni.
Informazioni: Comune di Tassullo.


CAPPELLA DI S.VALERIO, A CASTELVALER
Risale all’inizio del 1200, ma venne realizzata nella forma attuale dopo la metà del 1400. È a pianta rettangolare, quasi suddivisa da arco trionfale in due parti quadrate: l’aula e l’abside, caratterizzate dal soffitto a crociera sottolineatola costoloni policromi. Di notevole pregio sono gli affreschi di fine XV secolo, opera dei pittori Giovanni e Battista Baschenis, oggetto di recenti restauri(terminati nel 1996), finanziati dalla Cassa Rurale di Tassullo e Nanno e del Fondo Europa Nostra. La cappella e visitabile in periodi fissati annualmente, in accordo col proprietario Conte Spaur.

CHIESETTA SAN VIGILIO
La chiesa risale alla fine del 1400 ed è di schietto stile gotico. In origine era dedicata ai Martiri Anauniensi, ma poi fu intitolata a S. Vigilio. È circondata da un muro di cinta delimitante l’area cimiteriale antica. La facciata a campana ha un portale a sesto acuto in pietra rosa e decorato a torciglioni, un rosone circolare in marmo e tra essi un dipinto deperito della Pietà. Scesi tre scalini dell’ingresso, ci si trova nell’unica navata che termina con presbiterio esagonale. Sulla parete sinistra del presbiterio si trova un dipinto di S. Vigilio con lo stemma dei Thun (1495). Nella parete centrale vi è la crocifissione, e sulla parete destra, la Madonna in trono con Bambino. La navata conserva dipinti murali attribuiti in passato ai Baschenis, ma in realtà di scuola tedesco-tirolese, soggetti a restauro a partire dal 1992. Da ricordare che la chiesa custodiva il meraviglioso altare ligneo ora custodito al Museo Diocesano di Trento e del quale nell’abside è visibile la gigantografia di una facciata. È datato 5 aprile 1520 e ha la forma di trittico gotico a due portelle mobili che recano varie raffigurazioni (S. Lorenzo, S. Maria Maddalena) e sul retro simbologie della Passione e lo stemma Tabarelli di Fatis. Al centro la Stauta della Madonna e due pinnacoli dell’Annunciazione, nelle nicchie laterali statuette di S. Vigilio e S. Fabiano.

CHIESA MARIA ASSUNTA TASSULLO
Della chiesa di Santa Maria Assunta si ha la prima notizia nel 1101, anche se è stata probabilmente costruita già nel secolo IX. Riedificata nel 1500, potè fruire dell’appoggio di nobili famiglie quali gli Spaur, i Madruzzo, i Thun, i De Concini i Guarienti e i Busetti. Come la chiesa di Cles, è in stile clesiano-gotico rinascimentale a pianta rettangolare e con abside pentagonale. Anche le maestranze che la edificarono, come a Cles, appartenevano alla scuola di Simone D’Intelvi. Fu consacrata nel 1558. È ripartita in tre navate, abbellita all’esterno da un elegante rosone con vetrata istoriata e da un magnifico portale di gusto romanico, a pieno arco con piastrini alternati a cordoni. L’altare maggiore, barocco, ospita la pala dell’Assunta di Teofilo Polacco (1620), riportata all’antico splendore con il restauro del 1998. Dietro l’altare maggiore si trova il bel coro di legno lavorato. In capo allle due navate laterali vi sono gli altari dell’Addolorata e del Sacro Cuore. Il pulpito, sulla sinistra, in legno di noce intarsiato e scolpito con figure ad alto rilievo, è opera degli scultori Strobel di Cles. Altri artisti locali hanno lasciato tracce del loro lavoro. Fra questi, i più importanti, sono pittori e scultori quali Strobel, Paoli, Prati e Rasmo che nel 1839 dipinse le stazioni della Via Crucis. Fra la notevole dotazione di arredi e di argenti si evidenziano un reliquario del 1400, i parati offerti dai conti Spaur e Thun e i preziosi paramenti di broccato rosa trapuntato d’oro e argento con i fiordalisi di Francia, confezionati con la veste della Regina Maria Antonietta e portati a Tassullo da Carlo Antonio Pilati.

CHIESETTA IMMACOLATA SANZENONE
L’epoca della sua costruzione è ignota: si trova menzionata per la prima volta nel 1360, ma ha sicuramente origini più antiche. L’interno è a due campate a crociera; sulla destra dell’ingresso si trova l’acquasantiera del 1500 con vasca a conchiglia in marmo rosso. Nel 1700 venne aggiunta la cappellina che ospita il cosiddetto “altare del Comune”, opera tardo barocca proveniente dal vicino Palazzo Busetti. Le tele che ornavano l’altare in pessime condizioni di conservazione, sono state fatte restaurare, assieme ad altre, a spese del Comune e della Cassa Rurale. Da poco sono stati messi in luce, sulla parete sud, frammenti di affreschi risalenti al secolo XV e attribuiti ai Baschenis. La crocifissione rappresentata sembra infatti ricalcare quella coeva della cappella di San Valerio

EREMO DI SANTA GIUSTINA
Ad esso si accede da un sentiero, curato dalla SAT di Rallo, che scende fino al Noce e che si crede risalga addirittura a qualche millennio fa. L’eremo, che originariamente era una caverna di roccia naturale, fu trasformato nel corso del tempo in vera e propria casa di

ANTICA CHIESADI SAN PAOLO
La primitiva costruzione romanica risale all’XI o XII secolo e poggia sulle rovine di un tempietto e su muraglioni di difesa romani. La chiesetta, che ha subito rimaneggiamenti gotici e rinascimentali, negli anni settanta è stata oggetto di restauri che l’hanno riportata all’originaria struttura romano-gotica. Notevoli gli affreschi, che risalgono al periodo compreso fra il 1200 e il 1500. al finanziamento dei restauri ha contribuito, oltre alla Provincia Autonoma di Trento, la Cassa Rurale di Tassullo e Nanno. Per la visita è necessario rivolgersi al Parroco di Pavillo.


Gastronomia e Vini: Mele e i suoi derivati: dolci, succhi, marmellate. In più Tassullo è rinomato per gli
insaccati, mortandele della Val di Non, lucanica trentina e altri derivati
vini, gropello.


Come Arrivare:
In Auto
Autostrada del brennero uscita San Michele
strada statale della val di Non fino a Tassullo

In Treno
Ferrovie dello stato fino a Mezzocorona e poi Ferrovia Trentino trasporti fino a Tassullo


Il testo è stato gentilmente fornito da: Luciano Mendini

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