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Spilinga - Acquedotto ad archi stile romano - Spilinga:
A soli sette Km dalle magnifiche spiaggie di Capo Vaticano e a quattro dalle bellezze paesaggistiche delle alture del Monte Poro. Una posizione privilegiata quella del Comune di Spilinga. Un giardino dai mille colori e dai forti contrasti, tra il mare e la montagna. Un posto ideale per trascorrere uan vacanza al contatto con la natura, senza naturalmente rinunciare al calore del sole e ai tuffi rinfrescanti nelle acque cristalline della "Costa degli Dei".
Ma, Spilinga, non è solo natura e paesaggi. Il suo nome è legato ai sapori forti e genuini dell'intera Calabria. La ‘Nduja tipico salume preparato con carne di maiale e peperoncino è ormai famoso in tutto il mondo.

Breve storia
Secondo gli storici l'etimologia del toponimo Spilinga deriva dal greco "Spelunga", grotta; oppure "Spelaion-ghe" terra ricca di grotte e ancora da "Spelinka", caverna.
Infatti, nelle immediate vicinanze di Spilinga si trovano, ancora oggi, delle grotte nelle quali trovarono rifugio i superstiti alla frana sull'abitato di "Condrochilone" che sorgeva nei pressi dell'attuale centro. In queste grotte ripararono, molti anni dopo, anche gli abitanti delle zone limitrofe nascondendosi in seguito alle scorrerie dei pirati saraceni. La più importante di queste grotte è quella della "Madonna delle Fonti" in origine una laura eremitica basiliana, che oggi è adibita a santuario, circondata da sorgenti d'acqua, meta continua di pellegrinaggi, soprattutto a Maggio, mese in cui si festeggia.
La storia di Spilinga è legata prevalentemente alle vicessitudini storiche di Tropea, della quale fu casale fino al 1807. Anche qui, infatti, i Bizantini, gli Arabi,i Normanni hanno lasciato tracce indelebili del loro passaggio nella lingua, negli usi e nei costumi.

NOTIZIE UTILI

COMUNE DI SPILINGA:
Tel.0963/65035 – Fax 0963/605802
web: www.comunespilinga.vv.it

Giunta Comunale
Sindaco: Franco Barbalace
V.Sindaco: Patrizio Cuppari
Assessori: Armando Fiamingo, Tommaso Fiamingo, Gregorio Giuliano

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Da Vedere:
La grotta della Madonna delle Fonti, originariamente forse una Laura Eremitica basiliana. Sono presenti in tutto il circondario altre grotte, quasi tutte naturali, alcune portano ancora i segni degli eremiti, mentre in altre sono stati ritrovati reperti dell'età neolitica.
Altre grotte, quasi tutte naturali, portano ancora oggi i segni degli eremiti che le scelsero come luogo di rifugio e di preghiere. Una testimonianza è rappresentata dalla grotta di "Santu Liu" nella valle tra Spilinga e Caria.
Nel versante sud vi sono le grotte del "Favo" e delle "Fate" nelle quali sono state rinvenuti reperti dell'eta Neolitica.
A Spilinga di notevole interesse storico, oltre alle grotte, è la chiesa parrocchiale intitolata a San Giovanni Battista che è stata restaurata sui resti di quella che fu rovinata dal terremoto del 1783. La struttura risale all'anno 1645.
L'altra chiesa , quella di Carciadi, affidata alla protezione della Madonna della Misericordia, è stata consacrata il 4 settembre 1932.
A circa due chilometri da Spilinga,sulla strada che porta a Vibo Valentia nei pressi del santuario della Madonna delle Grazie, vi è un vecchio acquedotto ad archi in pietra da taglio che sembra rievocare gli antichi acquedotti romani. Lungo il torrente "Vattinderi", nei pressi dello stesso acquedotto, sono state ritrovate tombe di epoca romana, mentre nelle località denominate "Aramoni", "Torre Gallo" e "Galluppi" vi sono delle Necropoli.
Da visitare anche un vecchio acquedotto ad archi, in pietra da taglio, che sembra rievocare gli antichi acquedotti romani.
Nel suo territorio sono state rinvenute mura perimetrali di fabbricati di età romana, ed insediamenti anacoretici medioevali (grotta di S. Leo) con affreschi bizantini
Al culmine di Monte Poro vi è una chiesetta dove si venera la Madonna del Carmelo, festeggiata solennemente il 16 luglio e meta di pellegrinaggi.

La Madonna della Fontana
Nella memoria del visitatore resta fissa l'immagine della miracolosa Madonna delle fonti, collocata appunto nel Santuario da "Madonna a funtana", meta di pellegrinaggio di miracolati, credenti, fedeli e turisti che provengono da tutte le pari del mondo. La sua storia è tramandata oralmente da padre in figlio, quasi un segno di fede.
Si racconta che in una cupa notte, illuminata sinistramente da lampi e rimbombante di tremendi tuoni, la Madonna apparve in sogno a Cicireja,una mite contadina del luogo dedita all'agricoltura ed alla pastorizia, invitandola a scoprire la sua statua con in braccio il bambinello Gesù. Quel sogno non fu altro che una predizione. La Madonna nuovamente apparve in visione alla donna, tenace credente, e poi ancora la esortò a persistere nella sua ricerca, suggerendole di far innalzare un santuario laddove le era apparsa. Colpisce, di laggiù, il verde costante, disteso come morbido panno tutto uguale sul panorama della vallata, e resta fisso nel ricordo lo scroscio leggero della fontanella dell'acqua miracolosa ed il frinire monotono di grilli e cicale che, quasi come in una preghiera, inneggiano alla grandiosità della Vergine Fontina.


Gastronomia e Vini:
LA 'NDUJA

L'origine resta ancora da accertare, secondo alcuni sarebbe stata introdotta dagli Spagnoli nel cinquecento assieme al peperoncino, ma come suggerisce il termine ricorda un insaccato Francese che potrebbe essere stato importato nel periodo Napoleonico (1806-1815), infatti sembra che Gioacchino Murat Vicerè di Napoli e cognato di Napoleone, abbia ordinato la distribuzione gratuita di un salame simile alla 'Nduja per ingraziarsi i Lazzari dello Stato partenopeo.
La 'nduja (dal francese andouille) è un famoso insaccato di maiale, certamente inventato con l'introduzione del peperoncino che non è soltanto condimento, o conservante, ma elemento caratterizzante. La 'Nduja è un salume tradizionale di una precisa e circoscritta area geografica che oggi viene presentato come prodotto originario ed esclusivo della Calabria e costituisce infatti uno degli elementi base di una recente e, per molti versi, inattuata unità alimentare della regione.
Anche se negli ultimi anni viene prodotta in numerosi paesi della regione, il Comune d'elezione resta Spilinga.
La 'Nduja si prepara con la carne di maiale e il "grasso di scarto", quel grasso che non viene utilizzato per la sugna, le salsicce e la soppressata.Si tratta, in pratica, del grasso ricavato dal sottopancia,dalla spalla, dalla coscia. Il grasso veniva,e viene ancora oggi, macinato con crivelli a buchi stretti girati a mano. La pasta formata da grasso e carne di maiale viene mescolata con il peperoncino rosso, secco, piccante, anch'esso tritato con le macchine usate per il grasso. La 'nduja vera e propria è quella conservata nel budello cieco detto orba. Orba (da orbus,cieco) è, infatti, anche il termine adoperato per indicare la 'nduja. Si può mangiare dopo 15-20 giorni di stagionatura ed anche dopo un anno, rimanendo inalterati i caratteri organolettici e la consistenza pastosa conferitale dal grasso.
Essa ha costituito un elemento centrale all'interno della "cucina povera" dei contadini del posto e di un regime alimentare prevalentemente vegetariano, a base di erbe selvatiche, di ortaggi e verdure (pomodori, peperoni, ecc.), legumi, soprattutto i fagioli del Poro.
Oggi la 'nduja viene adoperata non solo per condire erbe, verdure, legumi, minestre, ma anche ragù, pasta industriale e pasta fatta in casa. Nei panini viene spalmata, per la sua morbidezza, come fosse mostarda o maionese, ma il suo uso è diventato caratterizzante per la pizza, sui crostini, sulle bruschette e nei toast. Per le sue caratteristiche alimentari, per il particolare sapore, per la gradevole piccantezza si va affermando come uno dei più atipici e originali prodotti tipici calabresi.
La 'nduja, insaccato grasso e piccante, tenero e forte, pur originariamente legato ad una situazione di precarietà alimentare ed a una cucina povera, rivela una fantasiosità e una capacità d'invenzione e di elaborazione alimentare che oggi vengono riconosciute e apprezzate fuori dai confini della Calabria.


Come Arrivare:
Il Comune di Spilinga si trova in Provincia di Vibo Valentia (Calabria). Si può raggiungere in auto, via Autosole (A3) uscita Sant'Onofrio Vibo Valentia, seguendo poi la statale 18, svoltando a destra in loc. Aeroporto verso Tropea - Capo Vaticano.
In aereo: Aeroporto Lamezia Terme
In treno: stazione fs Ricadi o Tropea


Il testo è stato gentilmente fornito da: Comune di Spilinga

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