Le tre età del quartetto
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Descrizione
Il Quartetto d’archi Terpsycordes, nato a Ginevra dall’incontro fra un italiano, una bulgara e due svizzeri, sarà protagonista del concerto inserito nelle attività musicali LA SOFFITTA 2008 del Centro La Soffitta del Dipartimento di Musica e Spettacolo - Università di Bologna.
Martedì 12 febbraio 2008 ore 21 in Aula absidale (via de’ Chiari 25/a – Bologna)
LE TRE ETA’ DEL QUARTETTO. Quartetto d’archi Terpsycordes in concerto: Girolamo Bottiglieri e Raya Raytcheva, violini; Caroline Haas, viola; François Grin, violoncello. In programma: Franz Joseph Haydn, Quartetto in Mi bemolle maggiore, op.33 n.2 (Hob. III 38) “Lo scherzo”; Dmitrij Šostakovič, Quartetto n.11 in Fa minore, op.122; Franz Schubert, Quartetto Re Minore D.810 “La Morte e la Fanciulla”.
Nel quartetto d’archi Franz Joseph Haydn individuò la palestra ideale in cui elaborare ed esercitare le sottigliezze di quel linguaggio strumentale che i musicologi moderni hanno poi definito ‘stile classico’. Al suo editore, Haydn presentò i sei quartetti dell’opera 33, che risalgono al 1781, come composizioni scritte «in un modo nuovo e particolare»: e invero in essi giunge a pieno rigoglio il principio dell’elaborazione tematica, unito a una nuova densità contrappuntistica. (…) Nel Presto finale, in forma di rondò, il pimpantissimo tema gioca a rimpiattino con le aspettative dell’ascoltatore, ingannandolo con pause, sospiri, indugi inattesi, fino a lasciarlo di stucco nell’ultima sua comparsa: in pianissimo ne risentiamo per l’ennesima volta l’attacco, ma mentre ci attendiamo che continui scopriamo invece che il movimento è proprio finito lì (il sottotitolo che tradizionalmente accompagna questo Quartetto, “Lo scherzo”, allude proprio all’eccentrica arguzia che pervade l’ultimo movimento.) “La Morte e la Fanciulla” di Franz Schubert, uno dei capolavori della letteratura quartettistica, trae il titolo dall’omonimo Lied, composto nel 1817 su versi di Matthias Claudius. Se il tema principale del Lied, ripreso alla lettera, sta alla base del secondo movimento, il suo tono lugubre, che alterna l’angoscia della Fanciulla al canto grave e severo della Morte, pervade l’intero Quartetto, scritto nel 1824, ma giunto al successo soltanto dopo la morte di Schubert (e non senza resistenze: a un compositore come Mendelssohn parve «cattiva musica»). (…) Solo a partire dal 1938 – dunque dopo il colpo di maglio inferto dalla censura di Stalin e Ždanov al «modernismo borghese» di Ledy Makbet – Dmitrij Šostakovič si dedicò al quartetto d’archi, ma da lì in poi con una sistematicità che non ha paragoni in altri generi cameristici, e riversandovi la sua più interiore e sofferta problematicità. L’undicesimo dei quindici quartetti, scritto nel 1966, testimonia una ricerca che, schivando ardimentosi sperimentalismi, punta a una crescente essenzialità della scrittura entro i confini d’un linguaggio sostanzialmente tonale.
PER INFORMAZIONI:
Centro La Soffitta
tel. 0512092413 – 418 www.muspe.unibo.it/soffitta
Prossimo concerto, in coll.ne tra Centro La Soffitta e Musica Insieme in Ateneo:
martedì 6 marzo ore 21 in Aula absidale: Trio solisti del Royal Concertgebouw di Amsterdam
Il Quartetto d’archi Terpsycordes, nato a Ginevra dall’incontro fra un italiano, una bulgara e due svizzeri, sarà protagonista del concerto inserito nelle attività musicali LA SOFFITTA 2008 del Centro La Soffitta del Dipartimento di Musica e Spettacolo - Università di Bologna.
Martedì 12 febbraio 2008 ore 21 in Aula absidale (via de’ Chiari 25/a – Bologna)
LE TRE ETA’ DEL QUARTETTO. Quartetto d’archi Terpsycordes in concerto: Girolamo Bottiglieri e Raya Raytcheva, violini; Caroline Haas, viola; François Grin, violoncello. In programma: Franz Joseph Haydn, Quartetto in Mi bemolle maggiore, op.33 n.2 (Hob. III 38) “Lo scherzo”; Dmitrij Šostakovič, Quartetto n.11 in Fa minore, op.122; Franz Schubert, Quartetto Re Minore D.810 “La Morte e la Fanciulla”.
Nel quartetto d’archi Franz Joseph Haydn individuò la palestra ideale in cui elaborare ed esercitare le sottigliezze di quel linguaggio strumentale che i musicologi moderni hanno poi definito ‘stile classico’. Al suo editore, Haydn presentò i sei quartetti dell’opera 33, che risalgono al 1781, come composizioni scritte «in un modo nuovo e particolare»: e invero in essi giunge a pieno rigoglio il principio dell’elaborazione tematica, unito a una nuova densità contrappuntistica. (…) Nel Presto finale, in forma di rondò, il pimpantissimo tema gioca a rimpiattino con le aspettative dell’ascoltatore, ingannandolo con pause, sospiri, indugi inattesi, fino a lasciarlo di stucco nell’ultima sua comparsa: in pianissimo ne risentiamo per l’ennesima volta l’attacco, ma mentre ci attendiamo che continui scopriamo invece che il movimento è proprio finito lì (il sottotitolo che tradizionalmente accompagna questo Quartetto, “Lo scherzo”, allude proprio all’eccentrica arguzia che pervade l’ultimo movimento.) “La Morte e la Fanciulla” di Franz Schubert, uno dei capolavori della letteratura quartettistica, trae il titolo dall’omonimo Lied, composto nel 1817 su versi di Matthias Claudius. Se il tema principale del Lied, ripreso alla lettera, sta alla base del secondo movimento, il suo tono lugubre, che alterna l’angoscia della Fanciulla al canto grave e severo della Morte, pervade l’intero Quartetto, scritto nel 1824, ma giunto al successo soltanto dopo la morte di Schubert (e non senza resistenze: a un compositore come Mendelssohn parve «cattiva musica»). (…) Solo a partire dal 1938 – dunque dopo il colpo di maglio inferto dalla censura di Stalin e Ždanov al «modernismo borghese» di Ledy Makbet – Dmitrij Šostakovič si dedicò al quartetto d’archi, ma da lì in poi con una sistematicità che non ha paragoni in altri generi cameristici, e riversandovi la sua più interiore e sofferta problematicità. L’undicesimo dei quindici quartetti, scritto nel 1966, testimonia una ricerca che, schivando ardimentosi sperimentalismi, punta a una crescente essenzialità della scrittura entro i confini d’un linguaggio sostanzialmente tonale.
PER INFORMAZIONI:
Centro La Soffitta
tel. 0512092413 – 418 www.muspe.unibo.it/soffitta
Prossimo concerto, in coll.ne tra Centro La Soffitta e Musica Insieme in Ateneo:
martedì 6 marzo ore 21 in Aula absidale: Trio solisti del Royal Concertgebouw di Amsterdam
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

