L'Araba Fenice di Luciano Fabro
In: Emilia Romagna : Reggio Emilia : Reggio Emilia
Descrizione
Dopo lo spettacolo seguirà la proiezione del video-documentario sulla realizzazione dell’opera
Ore 19,00
Inaugurazione dell’opera
Sede dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (ex Caserma Zucchi)
Sabato 24 settembre 2005 alle ore 18,00 si inaugurerà a Reggio Emilia nella nuova sede dell’Università di Modena a Reggio Emilia, L’Araba Fenice, l’opera di Luciano Fabro realizzata nell’ambito del progetto: "Invito a: Luciano Fabro, Sol LeWitt, Eliseo Mattiacci, Robert Morris e Richard Serra".
Dopo Whirls and Twirls 1, la grande decorazione murale che Sol LeWitt ha ideato per la Sala di Lettura della Biblioteca Panizzi, e Less Than, l’intensa scultura che Robert Morris ha realizzato nel piccolo Chiostro dell’antico Convento di San Domenico, L’Araba Fenice di Luciano Fabro giunge ad arricchire il tessuto urbano di Reggio Emilia con una presenza che valorizza ulteriormente il pregio di un edificio storico riportato a nuova vita.
Nell’antico Foro Boario, l’imponente edificio neoclassico che è stato in seguito adibito a caserma e che è ora destinato ad ospitare l’Università di Modena e Reggio, Luciano Fabro ha progettato, al centro del colonnato al pian terreno, un’opera che nelle sue intenzione vuole sottolineare: “quanto di pitagorico sta nella colonna, ma anche quanto di epico sta in Pitagora; dare il senso della staticità, ma anche dell’imprevedibilità della staticità e cancellare quanto di decorativo sta nella colonna”.
L’ARABA FENICE DI LUCIANO FABRO
L’opera è una colonna di marmo travertino-oro iraniano, alta circa sette metri e leggermente rastremata verso l’alto. E’ costituita da tre rocchi sovrapposti le cui scanalature regolari sono realizzate secondo la regola vitruviana là dove la materia è uniforme, seguono invece il naturale andamento delle venature del marmo dove queste emergono con forza.
Fondante per la percezione dell’opera realizzata a Reggio Emilia (“Una scultura che gronda luce” secondo la definizione dell’artista) è la luce naturale dello spazio, una luce che sposandosi con la cangiante materia dalle note arancio e violetto e con vene di onice verde, provoca mutevoli vibrazioni sulla superficie.
L’opera è visitabile durante gli orari di apertura della sede universitaria.
LA MOSTRA: “LUCIANO FABRO A REGGIO EMILIA”
Contestualmente si apre a Reggio Emilia nello Spazio Mostracittà, in Piazza Prampolini 5, una mostra che documenta la realizzazione dell’opera di Luciano Fabro e dove verrà presentato il video/documentario realizzato per l’occasione da Mediavision Cine & Video appositamente per l’occasione.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 25 settembre al 30 ottobre 2005 ad ingresso libero da martedì a domenica: ore 9,00-12,00 e 16,00-19,00
Catalogo: Gli Ori, Prato. Testi di Rudi Fuchs, Daniel Soutif
Altri contributi: Jan Braet, Jole de Sanna, Sabine Lubow, Victor Weber.
Informazioni:
Musei Civici, VIA SPALLANZANI, 1
42100 Reggio Emilia
Tel. 0522/456635 – Fax 0522/456448
Sito Web: http://musei.re.it
Dopo lo spettacolo seguirà la proiezione del video-documentario sulla realizzazione dell’opera
Ore 19,00
Inaugurazione dell’opera
Sede dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (ex Caserma Zucchi)
Sabato 24 settembre 2005 alle ore 18,00 si inaugurerà a Reggio Emilia nella nuova sede dell’Università di Modena a Reggio Emilia, L’Araba Fenice, l’opera di Luciano Fabro realizzata nell’ambito del progetto: "Invito a: Luciano Fabro, Sol LeWitt, Eliseo Mattiacci, Robert Morris e Richard Serra".
Dopo Whirls and Twirls 1, la grande decorazione murale che Sol LeWitt ha ideato per la Sala di Lettura della Biblioteca Panizzi, e Less Than, l’intensa scultura che Robert Morris ha realizzato nel piccolo Chiostro dell’antico Convento di San Domenico, L’Araba Fenice di Luciano Fabro giunge ad arricchire il tessuto urbano di Reggio Emilia con una presenza che valorizza ulteriormente il pregio di un edificio storico riportato a nuova vita.
Nell’antico Foro Boario, l’imponente edificio neoclassico che è stato in seguito adibito a caserma e che è ora destinato ad ospitare l’Università di Modena e Reggio, Luciano Fabro ha progettato, al centro del colonnato al pian terreno, un’opera che nelle sue intenzione vuole sottolineare: “quanto di pitagorico sta nella colonna, ma anche quanto di epico sta in Pitagora; dare il senso della staticità, ma anche dell’imprevedibilità della staticità e cancellare quanto di decorativo sta nella colonna”.
L’ARABA FENICE DI LUCIANO FABRO
L’opera è una colonna di marmo travertino-oro iraniano, alta circa sette metri e leggermente rastremata verso l’alto. E’ costituita da tre rocchi sovrapposti le cui scanalature regolari sono realizzate secondo la regola vitruviana là dove la materia è uniforme, seguono invece il naturale andamento delle venature del marmo dove queste emergono con forza.
Fondante per la percezione dell’opera realizzata a Reggio Emilia (“Una scultura che gronda luce” secondo la definizione dell’artista) è la luce naturale dello spazio, una luce che sposandosi con la cangiante materia dalle note arancio e violetto e con vene di onice verde, provoca mutevoli vibrazioni sulla superficie.
L’opera è visitabile durante gli orari di apertura della sede universitaria.
LA MOSTRA: “LUCIANO FABRO A REGGIO EMILIA”
Contestualmente si apre a Reggio Emilia nello Spazio Mostracittà, in Piazza Prampolini 5, una mostra che documenta la realizzazione dell’opera di Luciano Fabro e dove verrà presentato il video/documentario realizzato per l’occasione da Mediavision Cine & Video appositamente per l’occasione.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 25 settembre al 30 ottobre 2005 ad ingresso libero da martedì a domenica: ore 9,00-12,00 e 16,00-19,00
Catalogo: Gli Ori, Prato. Testi di Rudi Fuchs, Daniel Soutif
Altri contributi: Jan Braet, Jole de Sanna, Sabine Lubow, Victor Weber.
Informazioni:
Musei Civici, VIA SPALLANZANI, 1
42100 Reggio Emilia
Tel. 0522/456635 – Fax 0522/456448
Sito Web: http://musei.re.it
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

