Julian Schnabel Paintings 1978 – 2006
In: Lombardia : Milano : Mostre Milano : Milano
Descrizione
Rotonda di via Besana
Inaugurazione (su invito): martedì 26 giugno 2007, ore 19.30
Apertura pubblico: 9.30 - 19.30 tutti i giorni, giovedì fino alle 22.00, chiuso il lunedì.
Dopo l'esposizione a Palazzo Venezia a Roma, la mostra approda a Milano e si articola intorno a una trentina di opere che toccano quattro temi essenziali dell’opera pittorica di Schnabel. Dalle opere di grande formato, le immense tele dove tratti densi e corposi si mescolano a segni più sfumati e sottili, alla galleria dei ritratti e degli autoritratti. Dai Plate Paintings, i dipinti realizzati sulle superfici di frammenti di ceramica, fino ai Japanese Paintings, colori ad olio su foto digitali. Il bellissimo ciclo dedicato alla cantante anglo-francese Jane Birkin, prodotto nel 1990, è rappresentato nella rassegna da tre opere che hanno l’essenzialità, le proporzioni e usano quale supporto lo stesso materiale delle vele delle imbarcazioni.
Anno Domini 1990 è anche la data di creazione delle tre grandiose opere (6 metri di altezza, larghe altrettanto) esposte nella zona centrale della mostra. Lavori eseguiti su tela catramata, grandi fogli flessibili e resistenti all’acqua, un materiale inusitato e diverso che l’artista ha utilizzato fin dai suoi esordi negli anni Settanta. Una colata di cera e resina, che dà alle tele la brillantezza quasi liquida e luminosa di un encausto, caratterizza la galleria dei ritratti. I ritratti sono realizzati su tele quadrangolari impreziosite da elaborate cornici bianche in fibra di vetro, un materiale che ha permesso all’artista di riprodurre l’intaglio di una cornice barocca spagnola a lui molto cara. A dichiarare inoltre la sua profonda passione per la terra, l’arte e la storia di Spagna, ci sono i tre autoritratti in cui Schnabel, “fiero sino alla presunzione”, parafrasando il “Pictor optimus” Giorgio de Chirico, immortala se stesso alla Vélasquez. Nell’ambiente successivo sono poste le opere eseguite su cocci di piatti in ceramica, nelle quali alcune figure umane colte di tre quarti spuntano tra solitari tralicci mentre un viso, quasi un attonito sacrale ritratto del Fayoum, fissa la scena. La serie dei Japanese Paintings seduce per la sua fluida, emblematica capacità di oscillare fra l’astratto e il figurativo. Buckwheat Pillow e Lucio, in qualche modo riassumono in sé tutta la produzione di Julian Schnabel, caratterizzate dalla componente caotica, dinamica ed irruente della pittura astratta che va a sposarsi con una forte matrice simbolica.
Rotonda di via Besana
Inaugurazione (su invito): martedì 26 giugno 2007, ore 19.30
Apertura pubblico: 9.30 - 19.30 tutti i giorni, giovedì fino alle 22.00, chiuso il lunedì.
Dopo l'esposizione a Palazzo Venezia a Roma, la mostra approda a Milano e si articola intorno a una trentina di opere che toccano quattro temi essenziali dell’opera pittorica di Schnabel. Dalle opere di grande formato, le immense tele dove tratti densi e corposi si mescolano a segni più sfumati e sottili, alla galleria dei ritratti e degli autoritratti. Dai Plate Paintings, i dipinti realizzati sulle superfici di frammenti di ceramica, fino ai Japanese Paintings, colori ad olio su foto digitali. Il bellissimo ciclo dedicato alla cantante anglo-francese Jane Birkin, prodotto nel 1990, è rappresentato nella rassegna da tre opere che hanno l’essenzialità, le proporzioni e usano quale supporto lo stesso materiale delle vele delle imbarcazioni.
Anno Domini 1990 è anche la data di creazione delle tre grandiose opere (6 metri di altezza, larghe altrettanto) esposte nella zona centrale della mostra. Lavori eseguiti su tela catramata, grandi fogli flessibili e resistenti all’acqua, un materiale inusitato e diverso che l’artista ha utilizzato fin dai suoi esordi negli anni Settanta. Una colata di cera e resina, che dà alle tele la brillantezza quasi liquida e luminosa di un encausto, caratterizza la galleria dei ritratti. I ritratti sono realizzati su tele quadrangolari impreziosite da elaborate cornici bianche in fibra di vetro, un materiale che ha permesso all’artista di riprodurre l’intaglio di una cornice barocca spagnola a lui molto cara. A dichiarare inoltre la sua profonda passione per la terra, l’arte e la storia di Spagna, ci sono i tre autoritratti in cui Schnabel, “fiero sino alla presunzione”, parafrasando il “Pictor optimus” Giorgio de Chirico, immortala se stesso alla Vélasquez. Nell’ambiente successivo sono poste le opere eseguite su cocci di piatti in ceramica, nelle quali alcune figure umane colte di tre quarti spuntano tra solitari tralicci mentre un viso, quasi un attonito sacrale ritratto del Fayoum, fissa la scena. La serie dei Japanese Paintings seduce per la sua fluida, emblematica capacità di oscillare fra l’astratto e il figurativo. Buckwheat Pillow e Lucio, in qualche modo riassumono in sé tutta la produzione di Julian Schnabel, caratterizzate dalla componente caotica, dinamica ed irruente della pittura astratta che va a sposarsi con una forte matrice simbolica.
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

