Romeo e Giulietta, Suite
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Descrizione
Teatro Alla Scala Milano
Vladimir Jurowski guida l’Orchestra Verdi in un concerto sinfonico alla Scala
Sul programma due composizioni di Sergej Prokof’ev: la cantata Aleksandr Nevskij e la celeberrima suite da Romeo e Giulietta
Il 10 settembre l’Orchestra Verdi, diretta da Vladimir Jurowski, che poco dopo inaugurerà anche la stagione sinfonica all’Auditorium di Milano, sarà ospite al Teatro alla Scala, nel segno di una collaborazione tra la più giovane orchestra sinfonica milanese e la storica istituzione musicale della città meneghina. Il programma è dedicato ad uno dei compositori russi più importanti del Novecento, Sergej Prokof’ev, del quale si esegue, oltre alla celeberrima Suite dal balletto Romeo e Giulietta, la rara Cantata per mezzosoprano, coro e orchestra op. 78 Aleksandr Nevskij, scritta originariamente come colonna sonora per l’omonimo film di Sergej Eisenstein e successivamente rielaborata per la sala da concerto. Anche se è la prima volta che l’Orchestra Verdi si esibisce alla Scala con un programma sinfonico, non si tratta di un debutto: nel 1996, infatti, era stata impegnata in alcune produzioni ballettistiche (Coppelia e Il Gattopardo), accompagnando il corpo di ballo del prestigioso teatro milanese, e, sotto la direzione di Paul Connelly, in una produzione de La vedova allegra.
Romeo e Giulietta fu il primo balletto scritto da Sergej Prokof’ev dopo il ritorno nell’Unione Sovietica nel 1936. Abbandonando la tipica impostazione dei balletti francesi, che caratterizza i quattro lavori precedenti, Prokof’ev, con questo nuovo lavoro, segue il filo narrativo della tradizione romantica molto in auge nella Russia dell’epoca. Il balletto andò in scena per la prima volta nel 1938, all’Opera di Brno, nell’allora Cecoslovacchia. Dal suo capolavoro ballettistico, Prokof’ev trasse in seguito ben tre suite sinfoniche, di cui le prime due già nel 1936, mentre la terza nacque dopo la revisione definitiva del balletto nel 1946. L’ordine dei pezzi non segue comunque la cronologia del balletto, ed è comunque frequente la composizione di suite diverse da quelle organizzate dal compositore da parte dei vari direttori d’orchestra.
La cantata per mezzosoprano, coro e orchestra op. 78 Aleksandr Nevkij di Sergej Prokof’ev nasce nel 1939 dalla riorganizzazione della colonna sonora composta per l’omonimo film di Sergej Eisenstein. La composizione accompagna, attraverso sette quadri musicali, altrettanti episodi della storia di Aleksandr, duca di Vladimir, detto Nevskij, che intorno al 1240 guida l’esercito russo contro i Cavalieri Teutonici invasori in una grande battaglia sul lago ghiacciato di Peipus. Nella scelta del soggetto si riflette in modo emblematico la minaccia costituita dalla Germania nazista di allora; infatti il film venne ritirato poco dopo la prima proiezione, perché ritenuto inopportuno dopo la firma del patto di non aggressione russo-tedesco. Appare chiaro in questo contesto la caratterizzazione musicale dei due eserciti: per quello russo il compositore scelse una melodia di carattere popolare, generosa e lineare, mentre il contesto tedesco trova la sua espressione in crude sovrapposizioni dissonanti, soprattutto nella sezione degli ottoni. I setti episodi portano i titoli La Russia sotto il giogo dei mongoli; Il canto di Aleksandr Nevskij; I crociati a Pskov; La battaglia sul ghiaccio; Il campo dei caduti e L’ingresso di Aleksandr Nevksij a Pskov.
Teatro Alla Scala Milano
Vladimir Jurowski guida l’Orchestra Verdi in un concerto sinfonico alla Scala
Sul programma due composizioni di Sergej Prokof’ev: la cantata Aleksandr Nevskij e la celeberrima suite da Romeo e Giulietta
Il 10 settembre l’Orchestra Verdi, diretta da Vladimir Jurowski, che poco dopo inaugurerà anche la stagione sinfonica all’Auditorium di Milano, sarà ospite al Teatro alla Scala, nel segno di una collaborazione tra la più giovane orchestra sinfonica milanese e la storica istituzione musicale della città meneghina. Il programma è dedicato ad uno dei compositori russi più importanti del Novecento, Sergej Prokof’ev, del quale si esegue, oltre alla celeberrima Suite dal balletto Romeo e Giulietta, la rara Cantata per mezzosoprano, coro e orchestra op. 78 Aleksandr Nevskij, scritta originariamente come colonna sonora per l’omonimo film di Sergej Eisenstein e successivamente rielaborata per la sala da concerto. Anche se è la prima volta che l’Orchestra Verdi si esibisce alla Scala con un programma sinfonico, non si tratta di un debutto: nel 1996, infatti, era stata impegnata in alcune produzioni ballettistiche (Coppelia e Il Gattopardo), accompagnando il corpo di ballo del prestigioso teatro milanese, e, sotto la direzione di Paul Connelly, in una produzione de La vedova allegra.
Romeo e Giulietta fu il primo balletto scritto da Sergej Prokof’ev dopo il ritorno nell’Unione Sovietica nel 1936. Abbandonando la tipica impostazione dei balletti francesi, che caratterizza i quattro lavori precedenti, Prokof’ev, con questo nuovo lavoro, segue il filo narrativo della tradizione romantica molto in auge nella Russia dell’epoca. Il balletto andò in scena per la prima volta nel 1938, all’Opera di Brno, nell’allora Cecoslovacchia. Dal suo capolavoro ballettistico, Prokof’ev trasse in seguito ben tre suite sinfoniche, di cui le prime due già nel 1936, mentre la terza nacque dopo la revisione definitiva del balletto nel 1946. L’ordine dei pezzi non segue comunque la cronologia del balletto, ed è comunque frequente la composizione di suite diverse da quelle organizzate dal compositore da parte dei vari direttori d’orchestra.
La cantata per mezzosoprano, coro e orchestra op. 78 Aleksandr Nevkij di Sergej Prokof’ev nasce nel 1939 dalla riorganizzazione della colonna sonora composta per l’omonimo film di Sergej Eisenstein. La composizione accompagna, attraverso sette quadri musicali, altrettanti episodi della storia di Aleksandr, duca di Vladimir, detto Nevskij, che intorno al 1240 guida l’esercito russo contro i Cavalieri Teutonici invasori in una grande battaglia sul lago ghiacciato di Peipus. Nella scelta del soggetto si riflette in modo emblematico la minaccia costituita dalla Germania nazista di allora; infatti il film venne ritirato poco dopo la prima proiezione, perché ritenuto inopportuno dopo la firma del patto di non aggressione russo-tedesco. Appare chiaro in questo contesto la caratterizzazione musicale dei due eserciti: per quello russo il compositore scelse una melodia di carattere popolare, generosa e lineare, mentre il contesto tedesco trova la sua espressione in crude sovrapposizioni dissonanti, soprattutto nella sezione degli ottoni. I setti episodi portano i titoli La Russia sotto il giogo dei mongoli; Il canto di Aleksandr Nevskij; I crociati a Pskov; La battaglia sul ghiaccio; Il campo dei caduti e L’ingresso di Aleksandr Nevksij a Pskov.
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
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