Perché ora affondo nel mio petto
In: Campania : Napoli : Napoli
Descrizione
Teatro Elicantropo ore 21.00
Spettacolo di Roberto Corradino
suggestioni dalla Pentesilea di Von Kleist, nella drammaturgia, interpretazione, messa in campo e colonna sonora di Roberto Corradino.
Il titolo rimanda al verso iniziale dell'ultimo monologo della Pentesilea di Kleist. Lo spettacolo ‘riscrive’ la vicenda dell'amazzone in una palpabile contemporaneità, dove un attore en travesti incarna i panni della mitica regina scitica, ridotta a significativa prostituta rumena o indicativamente slava, mentre il paesaggio e la storia e personaggi scompaiono, ridotti alle variazioni umorali, emotive e della memoria, delle pene d'amore di Pentesilea per Achille. In una sorta di cabaret della mente il racconto procede per strappi e frammenti emotivi e mentali, contrappuntato da una colonna sonora che, di fatto, è l'unica drammaturgia possibile per l'amore, un eccesso di febbre che finisce con uno sbadiglio.
Nel monologo Roberto Corradino, autore già noto per il suo interessante Ph-inocchio, finalista al Premio Scenario, mette in scena tutta la disperazione sofferta per un amore vano, per un amore disperato. E’ l’amore infelice dell’amazzone Pentesilea per l’eroe Achille che si riverbera in un amore altrettanto impossibile, quello di una prostituta per il suo uomo. Corradino aiutato da un'efficace colonna sonora di suoni contemporanei e armato solo da una parrucca bionda e dall’inflessione di un accento straniero, in una scena vuota sormontata solo da un cuore trafitto, riesce a trasferire in modo credibile ed emozionante questo amore in un alone senza tempo, consegnando palpabile lo strazio di un’anima ferita allo spettatore.
Il testo è teso, senza fronzoli e la bellissima parabola dell’amore cieco, narrata a guisa di cameo da Corradino al centro della performance, lo rende ancora più godibile. Una proposizione per nulla intellettualistica, questa moderna Pentesilea, ma una prova attoriale ed autoriale, che ‘canta’ l'amore di Pentesilea, inscatolato dalla passione, dall'assenza e dal frastuono del suo cuore. Canzoni tamarre, orrende, volgari. Ignoranti, come tutti coloro che non sanno..
Parallelamente alle rappresentazioni, Roberto Corradino terrà un laboratorio teatrale, L’attore: il pensiero in scena, che affronterà la qualità della presenza scenica: rappresentare ciò che si è. Il riferimento alle arti figurative sarà costante e sarà pensato come partenza e momento finale di dimostrazione. Il teatro come un quadro vivente.
Teatro Elicantropo ore 21.00
Spettacolo di Roberto Corradino
suggestioni dalla Pentesilea di Von Kleist, nella drammaturgia, interpretazione, messa in campo e colonna sonora di Roberto Corradino.
Il titolo rimanda al verso iniziale dell'ultimo monologo della Pentesilea di Kleist. Lo spettacolo ‘riscrive’ la vicenda dell'amazzone in una palpabile contemporaneità, dove un attore en travesti incarna i panni della mitica regina scitica, ridotta a significativa prostituta rumena o indicativamente slava, mentre il paesaggio e la storia e personaggi scompaiono, ridotti alle variazioni umorali, emotive e della memoria, delle pene d'amore di Pentesilea per Achille. In una sorta di cabaret della mente il racconto procede per strappi e frammenti emotivi e mentali, contrappuntato da una colonna sonora che, di fatto, è l'unica drammaturgia possibile per l'amore, un eccesso di febbre che finisce con uno sbadiglio.
Nel monologo Roberto Corradino, autore già noto per il suo interessante Ph-inocchio, finalista al Premio Scenario, mette in scena tutta la disperazione sofferta per un amore vano, per un amore disperato. E’ l’amore infelice dell’amazzone Pentesilea per l’eroe Achille che si riverbera in un amore altrettanto impossibile, quello di una prostituta per il suo uomo. Corradino aiutato da un'efficace colonna sonora di suoni contemporanei e armato solo da una parrucca bionda e dall’inflessione di un accento straniero, in una scena vuota sormontata solo da un cuore trafitto, riesce a trasferire in modo credibile ed emozionante questo amore in un alone senza tempo, consegnando palpabile lo strazio di un’anima ferita allo spettatore.
Il testo è teso, senza fronzoli e la bellissima parabola dell’amore cieco, narrata a guisa di cameo da Corradino al centro della performance, lo rende ancora più godibile. Una proposizione per nulla intellettualistica, questa moderna Pentesilea, ma una prova attoriale ed autoriale, che ‘canta’ l'amore di Pentesilea, inscatolato dalla passione, dall'assenza e dal frastuono del suo cuore. Canzoni tamarre, orrende, volgari. Ignoranti, come tutti coloro che non sanno.
Parallelamente alle rappresentazioni, Roberto Corradino terrà un laboratorio teatrale, L’attore: il pensiero in scena, che affronterà la qualità della presenza scenica: rappresentare ciò che si è. Il riferimento alle arti figurative sarà costante e sarà pensato come partenza e momento finale di dimostrazione. Il teatro come un quadro vivente.
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

