Otello al Teatro dell'Acquario
In: Calabria : Cosenza : Cosenza
Descrizione
Il 5 Marzo alle ore 21,00 ed il 6 Marzo alle ore 18,00 al Teatro dell'Acquario di Cosenza (Via Galluppi 15) la Compagnia Fontemaggiore teatro stabile di innovazione mette in scena
"Otello"
Io non sono ciò che sono
da William Shakespeare
con Emanuela Faraglia, Fausto Marchini, Valentina Renzulli, Beatrice Ripoli
disegno luci Luigi Proietti
tecnico di scena Ciubin Belia
drammaturgia e regia Mauro Maggioni
Tra i drammi della fase maggiore shakespeariana Otello è sicuramente quello più semplice, diretto ed unilaterale. Alla base di tutto il dramma c’è la gelosia. Otello, eroico moro al servizio della repubblica veneziana, ha sposato in segreto la figlia del senatore Brabanzio, Desdemona. Jago, luogotenente del moro, per non meglio precisati motivi decide di avvelenare questa unione con il veleno della gelosia. Da qui muove tutto il dramma che si trasforma in una sorta di ascesa al Calvario per il povero Otello. La sua è una vera e propria passione in senso cristologico. Stazione dopo stazione il buon moro percorre tutte le dolorose tappe che lo condurranno alla decisione finale: uccidere l’oggetto del suo amore e, dopo aver scoperto l’atroce verità (Desdemona non lo ha mai tradito), uccidere anche se stesso.
Otello (al contrario di Romeo e Giulietta in cui sono gli adulti ad uccidere l’amore) è il dramma dell’amore avvelenato da se stesso. E’ l’insicurezza del moro, il suo essere “diverso” a fare che le male parole instillate da Jago nelle sue orecchie possano far attecchire e germogliare il seme del dubbio fino alla tragedia finale. Possiamo addirittura giungere alla conclusione che Jago non esista, che il perfido alfiere non sia altro che una “voce di dentro”, una cattiva coscienza che si annida nel cuore di Otello e che sia quindi lui stesso ad autodeterminare le stazioni del proprio calvario. Questo rende il dramma dei protagonisti ancora più doloroso perché non lascia loro possibilità di salvezza, li condanna a quella che è la condizione umana, un inferno privato in cui l’incertezza e il dubbio regnano sovrani disfacendo ogni possibilità di consolazione.
Il 5 Marzo alle ore 21,00 ed il 6 Marzo alle ore 18,00 al Teatro dell'Acquario di Cosenza (Via Galluppi 15) la Compagnia Fontemaggiore teatro stabile di innovazione mette in scena
"Otello"
Io non sono ciò che sono
da William Shakespeare
con Emanuela Faraglia, Fausto Marchini, Valentina Renzulli, Beatrice Ripoli
disegno luci Luigi Proietti
tecnico di scena Ciubin Belia
drammaturgia e regia Mauro Maggioni
Tra i drammi della fase maggiore shakespeariana Otello è sicuramente quello più semplice, diretto ed unilaterale. Alla base di tutto il dramma c’è la gelosia. Otello, eroico moro al servizio della repubblica veneziana, ha sposato in segreto la figlia del senatore Brabanzio, Desdemona. Jago, luogotenente del moro, per non meglio precisati motivi decide di avvelenare questa unione con il veleno della gelosia. Da qui muove tutto il dramma che si trasforma in una sorta di ascesa al Calvario per il povero Otello. La sua è una vera e propria passione in senso cristologico. Stazione dopo stazione il buon moro percorre tutte le dolorose tappe che lo condurranno alla decisione finale: uccidere l’oggetto del suo amore e, dopo aver scoperto l’atroce verità (Desdemona non lo ha mai tradito), uccidere anche se stesso.
Otello (al contrario di Romeo e Giulietta in cui sono gli adulti ad uccidere l’amore) è il dramma dell’amore avvelenato da se stesso. E’ l’insicurezza del moro, il suo essere “diverso” a fare che le male parole instillate da Jago nelle sue orecchie possano far attecchire e germogliare il seme del dubbio fino alla tragedia finale. Possiamo addirittura giungere alla conclusione che Jago non esista, che il perfido alfiere non sia altro che una “voce di dentro”, una cattiva coscienza che si annida nel cuore di Otello e che sia quindi lui stesso ad autodeterminare le stazioni del proprio calvario. Questo rende il dramma dei protagonisti ancora più doloroso perché non lascia loro possibilità di salvezza, li condanna a quella che è la condizione umana, un inferno privato in cui l’incertezza e il dubbio regnano sovrani disfacendo ogni possibilità di consolazione.
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

