"Per Ecuba" al teatro dell'Acquario
In: Calabria : Cosenza : Cosenza
Descrizione
Al teatro dell'Acquario
9 APRILE ORE 21,00
10 APRILE ORE 18,00
Fortebraccio teatro presenta
“PER ECUBA” amleto, neutro plurale di e con Roberto Latini
musiche e aiuto regia Gianluca Misiti
scena Pierpaolo Fabrizio
luci e direzione tecnica Max Mugnai
suono Maurizio Palpaceli
costume Lara De Angelis
foto e immagini Cristiano Col angelo
grafica Claudio Guerrieri
E’ la seconda tappa del progetto “Radiovisioni”. Dopo l’attraversamento del mito di Edipo nella riscrittura per voce, musica e immagini intitolata “BUIO RE – da Edipo a Edipo in radiovisione”, FORTEBRACCIO TEATRO punta al cuore dell’AMLETO shakespiriano, in uno spettacolo costruito a partire dalla dimensione metateatrale del testo. Un solo attore in scena, in un percorso senza cura per la narrazione della tragedia che coglie un’occasione dall’ultimo monologo del II atto “sull’essere o sul sembrare” mentre si è in scena. La sequenza drammaturgia si libera di una sua funzionale applicazione a favore dell’autonoma indipendenza del sentire scenico. Il teatro senza condizione, come forma d’espressione, capacità di relazione, verità partecipata, emozione condivisa, trova un contenitore possibile nella semplicità dello stare. Dell’essere disponibili all’incontro, che tra platea e palco non tradisca l’ontologia teatro.
Al teatro dell'Acquario
9 APRILE ORE 21,00
10 APRILE ORE 18,00
Fortebraccio teatro presenta
“PER ECUBA” amleto, neutro plurale di e con Roberto Latini
musiche e aiuto regia Gianluca Misiti
scena Pierpaolo Fabrizio
luci e direzione tecnica Max Mugnai
suono Maurizio Palpaceli
costume Lara De Angelis
foto e immagini Cristiano Col angelo
grafica Claudio Guerrieri
E’ la seconda tappa del progetto “Radiovisioni”. Dopo l’attraversamento del mito di Edipo nella riscrittura per voce, musica e immagini intitolata “BUIO RE – da Edipo a Edipo in radiovisione”, FORTEBRACCIO TEATRO punta al cuore dell’AMLETO shakespiriano, in uno spettacolo costruito a partire dalla dimensione metateatrale del testo. Un solo attore in scena, in un percorso senza cura per la narrazione della tragedia che coglie un’occasione dall’ultimo monologo del II atto “sull’essere o sul sembrare” mentre si è in scena. La sequenza drammaturgia si libera di una sua funzionale applicazione a favore dell’autonoma indipendenza del sentire scenico. Il teatro senza condizione, come forma d’espressione, capacità di relazione, verità partecipata, emozione condivisa, trova un contenitore possibile nella semplicità dello stare. Dell’essere disponibili all’incontro, che tra platea e palco non tradisca l’ontologia teatro.
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

