Teatro: Lola che dilati la camicia - dall'autobiografia di Adalgisa Conti
In: Lombardia : Milano : Milano
Descrizione
Teatro dell'Elfo
Via Ciro Menotti 11
regia di Marco Baliani
Adalgisa Conti, internata in manicomio a ventisei anni nel 1914, indirizza una lettera al proprio medico nella speranza che riconsideri il provvedimento di ricovero.
Con esplicito candore e concretezza d'immagini Adalgisa rivela richieste d'amore deluse, una sessualità insoddisfatta, troppi desideri avviliti. C'è il riaffiorare prepotente dell'infanzia, dei brevi giochi, dei brevi sogni di una bambina e di una ragazza che scopre il proprio corpo, bello vivo e sensibile. C'è il capriccio, c'è la malinconia. Ma poco dopo c'è l'infrangersi dei sogni in un matrimonio senza gioia, l'impossibilità di comunicare con il marito Probo, che presto la colpevolizza, imponendole di soffocare desideri e pulsioni, fino a giudicarla pazza e volersene liberare affidandola al manicomio.
Non ricevendo risposte né spiegazioni, dopo questa lettera Adalgisa tace; diventa, realmente, una paziente del reparto agitate, 'sudicia, erotica, impulsiva', e, per quasi settant'anni, 'invariata'. Abbandonata a se stessa, senza più una famiglia, è destinata a rimanere in manicomio fino alla fine dei suoi giorni, ormai novantenne.
Teatro dell'Elfo
Via Ciro Menotti 11
regia di Marco Baliani
Adalgisa Conti, internata in manicomio a ventisei anni nel 1914, indirizza una lettera al proprio medico nella speranza che riconsideri il provvedimento di ricovero.
Con esplicito candore e concretezza d'immagini Adalgisa rivela richieste d'amore deluse, una sessualità insoddisfatta, troppi desideri avviliti. C'è il riaffiorare prepotente dell'infanzia, dei brevi giochi, dei brevi sogni di una bambina e di una ragazza che scopre il proprio corpo, bello vivo e sensibile. C'è il capriccio, c'è la malinconia. Ma poco dopo c'è l'infrangersi dei sogni in un matrimonio senza gioia, l'impossibilità di comunicare con il marito Probo, che presto la colpevolizza, imponendole di soffocare desideri e pulsioni, fino a giudicarla pazza e volersene liberare affidandola al manicomio.
Non ricevendo risposte né spiegazioni, dopo questa lettera Adalgisa tace; diventa, realmente, una paziente del reparto agitate, 'sudicia, erotica, impulsiva', e, per quasi settant'anni, 'invariata'. Abbandonata a se stessa, senza più una famiglia, è destinata a rimanere in manicomio fino alla fine dei suoi giorni, ormai novantenne.
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

