Alero Vagabondo
In: Campania : Avellino : Avellino
Descrizione
Sui balconi di Palazzo Iannaccone, nel centro storico di Avellino, sarà visibile fino al 7 gennaio 2009 l’installazione “L’albero vagabondo – Pittosculture da balcone” del Maestro Giovanni Spiniello.
Di notevole interesse per le tematiche ambientali, il curriculum dell’artista (Biennale di Venezia ’68, Quadriennale di Roma ’75, Segnalato Bolaffi da Enrico Crispolti ’78, Seduzione dell’Artigianato ’90, Fiera di Roma) e la ricerca e sperimentazione tecnica.
L’installazione è un messaggio che non ha intenzione di fermarsi ma di continuare a diffondersi attraverso molteplici installazioni sul territorio e fuori dal territorio e mira a difendere l’ambiente dagli attacchi interni ed esterni. La pittoscultura trasforma la tradizione di tutti quegli obelischi, quelle torri che proteggono il territorio, dal Maio nel Baianese al Giglio di Nola, dal carro di Fontanarosa alla tirata del carro di Mirabella, contestualizzandola e attualizzandola.
L’albero vagabondo è composto da materiale “contaminante” (poliuterano espanso), rifiuti (scarti ferrosi, reti, etc.) verderame, supporti forniti dalla natura (pezzi di albero, ramaglie di ulivo, foglie, spighe, etc.). L’idea riprende ed amplia la favola del “Re e della Regina Albero”, tematica presente fin dagli anni ’70 nelle opere e nelle plastoggettografie di Giovanni Spiniello.
Info:
www.giovannispiniello.it
Sui balconi di Palazzo Iannaccone, nel centro storico di Avellino, sarà visibile fino al 7 gennaio 2009 l’installazione “L’albero vagabondo – Pittosculture da balcone” del Maestro Giovanni Spiniello.
Di notevole interesse per le tematiche ambientali, il curriculum dell’artista (Biennale di Venezia ’68, Quadriennale di Roma ’75, Segnalato Bolaffi da Enrico Crispolti ’78, Seduzione dell’Artigianato ’90, Fiera di Roma) e la ricerca e sperimentazione tecnica.
L’installazione è un messaggio che non ha intenzione di fermarsi ma di continuare a diffondersi attraverso molteplici installazioni sul territorio e fuori dal territorio e mira a difendere l’ambiente dagli attacchi interni ed esterni. La pittoscultura trasforma la tradizione di tutti quegli obelischi, quelle torri che proteggono il territorio, dal Maio nel Baianese al Giglio di Nola, dal carro di Fontanarosa alla tirata del carro di Mirabella, contestualizzandola e attualizzandola.
L’albero vagabondo è composto da materiale “contaminante” (poliuterano espanso), rifiuti (scarti ferrosi, reti, etc.) verderame, supporti forniti dalla natura (pezzi di albero, ramaglie di ulivo, foglie, spighe, etc.). L’idea riprende ed amplia la favola del “Re e della Regina Albero”, tematica presente fin dagli anni ’70 nelle opere e nelle plastoggettografie di Giovanni Spiniello.
Info:
www.giovannispiniello.it
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
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