Eventi Comune di Cagli


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Panorama di Cagli Cagli: Dell'antica città romana di Cale, posta sulla via Flaminia che collegava Rimini a Roma, si hanno cronache sin dal IV secolo. Situata sulla principale arteria consolare che attraversava l'Appennino, essa dominava la valle dal promontorio della Banderuola. L'ubicazione rimase sul colle sino al 1287, quando, sotto lo Stato della Chiesa, la città venne rasa al suolo da un incendio scoppiato durante la guerra tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini. Venne quindi operata una riedificazione sulla piana sottostante ove già si trovavano alcune delle Chiese che fanno parte del patrimonio architettonico della città. Per volontà del papa Niccolò IV si operò questa traslazione nel 1289 e la città venne rifondata con il nome originale di S. Angelo Papale in onore al sommo pontefice che ne seguì la ricostruzione, possibile grazie anche al contributo di 57 città dello Stato Pontificio, come testimoniano gli stemmi che possiamo ammirare nell'omonimo salone del Palazzo Pubblico. Libero Comune fino alla fine del 1300, in esso si svilupparono attività artigianali e manifatturiere tra le più importanti dell'entroterra. Dalla fine del XIV sec. Cagli divenne uno dei capisaldi del Montefeltro: terza città per importanza, trampolino di lancio per la conquista dei territori umbri, Gubbio in testa, residenza prediletta del Duca durante i suoi viaggi in zona. Francesco di Giorgio Martini edificò una delle sue inespugnabili fortezze sulla sommità dell'odierno colle dei cappuccini, collegata alla Torre che ancora oggi svetta alle porte della città, mediante quel capolavoro di ingegneria militare che è il “Soccorso Coverto”: un passaggio sotterraneo recentemente restaurato che speriamo di poter visitare il prima possibile. Nel 1631 Cagli tornò a far parte dello Stato Pontificio,ma mantenne un carattere autonomo grazie alle fiorenti attività avviate durante i secoli precedenti. Sede di conventi con presenza massiccia da parte dei Benedettini, Cagli fu testimone dell'attività di numerosi artisti di cui ancor oggi possiamo contemplare le opere: da Timoteo Viti a Giovanni Santi, da Raffaellino del Colle a Gaetano Lapis, fino agli stucchi del Brandani custoditi a palazzo Tiranni. Definita da Vittorio Sgarbi una “Città segreta, discreta, protetta e inevitabile, ove il tempo sembra essersi fermato.”

Comuni recensiti nella provincia di Pesaro Urbino: Gabicce Mare, Gradara, Pesaro

Da Vedere:
MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO E DELLA VIA FLAMINIA
Via Leopardi
Apertura: A richiesta
Telefono 0721 787457

TORRIONE
Via del Torrione
Apertura: A richiesta
Telefono 0721 787457

CHIESA DI SANTA CHIARA
via Flaminia

CHIESA DI SAN FRANCESCO
Piazza San Francesco

CHIESA E MONASTERO DI SAN PIETRO
via Pian del Vescovo

DUOMO
via Fonte del Duomo

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA MISERICORDIA
via Franco Michelini Tocci

CHIESA DI SANTA CROCE
via Don Minzoni

CHIESA DI SAN BARTOLOMEO
Piazza Giovanni XXIII

CHIESA DI SAN PIETRO
via Pian del Vescovo

TREKKING E PASSEGGIATE GUIDATE attraverso i paesaggi dove s'incontrano armoniosamente i profili di una natura forte e suggestiva con le linee architettoniche dei borghi e delle raccolte chiese (v.Associazioni ecologiche LA MACINA, LUPUS IN FABULA ).

DA FARE:
MOUNTAIN BIKE lungo dolci percorsi o impervi lungo-fíume, sfidando ardue pendenze o cullandosi nel su e giù di erbosi sentieri.

A CAVALLO per percorrere i crinali che dominano valli incontaminate e insediamenti rurali di incontaminata memoria ( v. Maneggio).

CON GLI AQUILONI E I BUGGY nello sterminato e semprevedere balcone naturale che è l'altopiano del PETRANO dove la volta azzurra del cielo solcata dalle fantasmagoriche creature dell'aria si sposa con una visione a 360o dell'orizzonte orlato dai monti che declinano verso il mare lontano, ma visibile nelle giornate più limpide (V.Associazione AUDA Urbino)

FUNGHI E TARTUFI ( presidi di controllo e autorizzazioni c/o Comunità Montana ) per il piacere della gola, ma anche FIORI e PIANTE per il piacere degli occhi e, infine, BIRDWATCHING per il piacere degli orecchi, per chi ama la natura da vivere in prima persona.


Gastronomia e Vini:
Ecco alcuni pordotti tipici della gastronomia di Cagli:

CRESCIA DI PASQUA

pasta del pane addizionata con uova e formaggio

Produzione : Comunità Montana del Catria e Nerone
E' chiamata crescia brusca, per distinguerla dalla versione dolce, in tutto il nostro territorio, dove la pastorizia ebbe un ruolo importante nell'economia della zona. Le famiglie contadine riservavano alla crescia pasquale i pecorini migliori, sostituiti solo in anni recenti dal più comodo e delicato parmigiano, più in uso presso i borghesi e i nobili. Ma non c'era famiglia, contadina, popolare o borghese che fosse, che non preparasse la sua crescia; la prima la cuoceva nel forno della casa colonica, tutte le altre nei forni pubblici impegnando i fornai anche durante la notte, ad esclusione delle famiglie signorili che disponevano di grandi cucine dove c'era anche il forno. Ma raramente si rinunciava a questo preparato, definito da alcuni di alta gastronomia. La prima fetta veniva tagliata la mattina di pasqua, per colazione, gustata con uova sode, da intingere nella polvere di cannella e sale, salame e vino nuovo. Oggi la si mangia tutto l'anno. Sarà certamente un bene per coloro che da questo lavoro traggono un reddito e per quanti, di passaggio la possono acquistare per donarla ad amici e parenti. Ma il fascino di cibo rituale la nostra crescia di pasqua lo sta perdendo…


TARTUFO BIANCO

fungo ipogeo intensamente aromatico

Pare poco verosimile ma nel cinquecento c'era chi era convinto che il "…tartuofano" fosse insieme ai "…fonghi […] cibo molto stravagante e pericoloso e più presto da lasciarlo fuora dalla tavola che nella tavola porlo" Ma non tutti condivisero questa posizione di Costanzo Felici, e in virtù del suo misterioso aroma è entrato nella storia, nella letteratura, nella poesia, nella commedia, come pochi altri cibi. Pare che i romani preferissero quelli del nord Africa. Gli antichi credevano che nascesse dalle ire di Giove - fulmini e tuoni - ; altri che si propagasse tramite una mosca. La ricerca e l'estrazione del tartufo, un tempo affidata ai contadini, pastori e guardiani dei porci coadiuvati da questi ultimi e dai cani, è oggi condotta da tutti coloro che si muniscono di un patentino di autorizzazione. Il valore economico del tartufo bianco ha subito un'impennata verso l'alto a partire dalla seconda metà del 1900. Oggi viene lavorato e trasformato in conserve che permettono di gustarlo anche lontano nel tempo e nello spazio, aggiungendo ulteriore valore a quello della materia prima di partenza.


CAPRINO AL LATTICE DI FICO

formaggio caprino ottenuto con coagulazione al lattice di fico

Produzione : Monte Paganuccio nel Comune di Cagli
Questo formaggio viene fatto con una tecnica ormai abbandonata da tempo. L'uso del lattice di fico come coagulante è storia passata, ma qualcuno, per differenziare e personalizzare la sua produzione l'ha recuperato, sottraendolo ad una sicura estinzione. Non solo. Questo tipo di caglio richiede esperienza perché basta poco per passare - nel prodotto finito - dall'ottimo al pessimo. Basta infatti una immersione più prolungata e il formaggio prende il sapore amaro. Anche la "cova" della cagliata è pratica antica che però nessuno usa più. Eppure prove sperimentali hanno dimostrato che concorre a determinare la qualità eccellente di un formaggio. Essa era praticata, nell'Italia centrale, soprattutto dalle donne.


RAVIGGIOLO

cagliata fresca di latte ovino, caprino e vaccino

Produzione : Comunità Montana del Catria e Nerone
Formaggio interessante, perché testimonianza della capacità dell'uomo di utilizzare le risorse a seconda delle condizioni difficili che doveva affrontare. Se c'era il sospetto che il latte potesse avere qualche problema di igiene, lo portavano ad ebollizione e quando la temperatura era scesa ai classici 36/37 °C, lo si coagulava. Anche questo tipo di cagliata fresca veniva chiamata raviggiolo, e venduta su foglie di fico, di cavolo o di felce da cui "felciata" sinonimo di raviggiolo. Per gli storici dell'alimentazione era un formaggio rinascimentale, e il suo declino coincise con quello di quest'epoca storica. Si comprende dunque perché esso sia ancora così radicato, in una zona che, da protagonista, ne vide i fasti ancora leggibili nei tanti monumenti e rievocazioni storiche


CACIOTTA DEL MONTEFELTRO

formaggio di latte ovino, ovicaprino, misto ovino/ vaccino dei pascoli montani e collinari

Produzione : Comunità Montana del Catria e Nerone
E' la caciotta dei piccoli produttori locali, che ancora lavorano piccole quantità di latte: un tempo era la regola, oggi un eccezione. La tecnica è quella classica ereditata dagli avi. Alcuni produttori usano ancora le "fasciole", caratteristiche formelle di coccio munite di due soli fori per la fuoriuscita del siero. Con questo contenitore era più facile per le donne di casa levigare la crosta, più di quanto non si possa fare oggi a motivo dei troppi fori delle formelle di plastica.


Come Arrivare:
In autostrada: A14 (Bologna-Canosa) fino al casello FANO e proseguire sulla Via Flaminia (superstrada) direzione Roma fino a CAGLI EST.

In aereo: Aeroporti internazionali di Bologna, Milano e Roma; Aeroporto di Ancona-Falconara; Aeroporto di Rimini.

In treno: è possibile fermarsi alle stazioni di Fano o Pesaro della linea Milano-Lecce, oppure alle stazioni di Fossato di Vico o Fabriano della linea Roma-Ancona e proseguire con Pullman di linea fino a Cagli. Sito FS.

Servizio diretto Autobus: Roma Tiburtina-Cagli;


Il testo è stato gentilmente fornito da: Alice

Comuni recensiti nella provincia di Pesaro Urbino: Gabicce Mare, Gradara, Pesaro

Ecco gli eventi e manifestazioni che abbiamo presenti nella provincia di Pesaro Urbino: Sagre, Cultura e Spettacolo, Antiquariato e Collezionismo, Concerti, Eventi Artistici, Fiere, Raduni, Congressi, Mercatini, Altre Manifestazioni, Cortei Storici, Eventi Sportivi, Eventi Folkloristici, Eventi Religiosi