L’Impronta dello sguardo
In: Lazio : Roma : Mostre Roma : Roma
Descrizione
Dal 9 novembre all'11 dicembre 2005 l’Instituto Cervantes di Roma presenta nella Sala di Piazza Navona la mostra “L’impronta dello sguardo. Fotografia e società a Castilla-La Mancha, 1846-1936”. Si tratta di uno dei maggiori contributi del Cervantes alle Celebrazioni del IV Centenario della prima edizione del Don Chisciotte. Curata dall’esperto in storia della fotografia, Publio López Mondéjar, l’esposizione è composta da circa 80 immagini che illustrano, oltre alla storia della fotografia nella terra di Don Quijote, la storia della regione spagnola dalla metà dell’Ottocento fino all’inizio della Guerra civile.
Mondéjar ci offre questa indimenticabile selezione di fotografie per le quali ci sono voluti più di dieci anni di rigorosa ricerca in archivi pubblici e privati, nelle collezioni dei discendenti dei fotografi di Castilla-La Mancha e anche nelle scatole dei ricordi. Attraverso gli scatti dei fotografi più importanti dell’epoca i visitatori possono avvicinarsi ad un momento storico e a una regione sconosciuta e scoprire, così, persone, paesaggi e scenari delle avventure di Don Chisciotte e del suo fedele scudiero Sancho Panza.
Un’altro spazio della Sala di Piazza Navona è dedicato alla fotografia dei dilettanti, contributo rilevante alla documentazione dei primi anni dell’900. Nel 1886 nasceva a Guadalajara José Ortiz-Echagüe, grazie alla bellezza e raffinatezza delle sue opere, il più precoce dei fotografi dilettanti manceghi, ottenne importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali. La mostra romana ha il privilegio di presentare la sua composizione più conosciuta “Taller de costura”, considerata proprio da Echagüe come la sua migliore opera della giovinezza, un vero capolavoro. In mostra anche le opere di Martínez Palacios e Justo Hortelano.
La rassegna si chiude con una interessante sezione dedicata alla fotografia popolare esercitata dai più umili fotografi della regione, laddove erano pochi i grandi Studi di fotografia e i mezzi con i quali svolgere la nuova arte. Si tratta fondamentalmente di ritratti con i quali i fotografi castigliani-manceghi soddisfacevano le richieste nei piccoli paesi. La gente cercava attraverso la fotografia di ricostruire la propria geografia affettiva in un’epoca piena di separazioni, morte e malattie. La mostra offre al pubblico un’opportunità unica per osservare ritratti di defunti, composizioni di taglio votivo e religioso, non molto frequenti in mostre convenzionali. La fotografia ai defunti rispondeva al desiderio delle persone di conservare il volto dei familiari per perpetuarne il ricordo.
Queste immagini parlano, con chiarezza, crudezza e sentimento, di una terra, delle sue genti, di devozione, di vita, di morte e di tutto quanto, l’attimo, come unità di misura di un tempo fissato e dunque infinito, può ancora raccontare. I protagonisti: Nicanor Cañas, Eugenio Rodríguez e J. Suárez.
Completa la mostra un ricco catalogo, edito da Lunwerg, con 380 fotografie ed un testo critico a cura di Publio López Mondéjar che ricostruisce la foto-storia della Castilla-La Mancha, la sua realtà storica, sociale, politica e culturale nei secoli trascorsi.
Informazioni
L’Impronta dello sguardo
Fotografia e società a Castilla-La Mancha, 1846-1936
Dal 9 novembre fino 11 dicembre 2005
Sala dell’Instituto Cervantes
Piazza Navona, 91
Orario: dal martedì alla domenica 16h – 20h
Tel. 068537361
Sito Web: http://roma.cervantes.es/Menu Cultura
Ingresso libero
Dal 9 novembre all'11 dicembre 2005 l’Instituto Cervantes di Roma presenta nella Sala di Piazza Navona la mostra “L’impronta dello sguardo. Fotografia e società a Castilla-La Mancha, 1846-1936”. Si tratta di uno dei maggiori contributi del Cervantes alle Celebrazioni del IV Centenario della prima edizione del Don Chisciotte. Curata dall’esperto in storia della fotografia, Publio López Mondéjar, l’esposizione è composta da circa 80 immagini che illustrano, oltre alla storia della fotografia nella terra di Don Quijote, la storia della regione spagnola dalla metà dell’Ottocento fino all’inizio della Guerra civile.
Mondéjar ci offre questa indimenticabile selezione di fotografie per le quali ci sono voluti più di dieci anni di rigorosa ricerca in archivi pubblici e privati, nelle collezioni dei discendenti dei fotografi di Castilla-La Mancha e anche nelle scatole dei ricordi. Attraverso gli scatti dei fotografi più importanti dell’epoca i visitatori possono avvicinarsi ad un momento storico e a una regione sconosciuta e scoprire, così, persone, paesaggi e scenari delle avventure di Don Chisciotte e del suo fedele scudiero Sancho Panza.
Un’altro spazio della Sala di Piazza Navona è dedicato alla fotografia dei dilettanti, contributo rilevante alla documentazione dei primi anni dell’900. Nel 1886 nasceva a Guadalajara José Ortiz-Echagüe, grazie alla bellezza e raffinatezza delle sue opere, il più precoce dei fotografi dilettanti manceghi, ottenne importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali. La mostra romana ha il privilegio di presentare la sua composizione più conosciuta “Taller de costura”, considerata proprio da Echagüe come la sua migliore opera della giovinezza, un vero capolavoro. In mostra anche le opere di Martínez Palacios e Justo Hortelano.
La rassegna si chiude con una interessante sezione dedicata alla fotografia popolare esercitata dai più umili fotografi della regione, laddove erano pochi i grandi Studi di fotografia e i mezzi con i quali svolgere la nuova arte. Si tratta fondamentalmente di ritratti con i quali i fotografi castigliani-manceghi soddisfacevano le richieste nei piccoli paesi. La gente cercava attraverso la fotografia di ricostruire la propria geografia affettiva in un’epoca piena di separazioni, morte e malattie. La mostra offre al pubblico un’opportunità unica per osservare ritratti di defunti, composizioni di taglio votivo e religioso, non molto frequenti in mostre convenzionali. La fotografia ai defunti rispondeva al desiderio delle persone di conservare il volto dei familiari per perpetuarne il ricordo.
Queste immagini parlano, con chiarezza, crudezza e sentimento, di una terra, delle sue genti, di devozione, di vita, di morte e di tutto quanto, l’attimo, come unità di misura di un tempo fissato e dunque infinito, può ancora raccontare. I protagonisti: Nicanor Cañas, Eugenio Rodríguez e J. Suárez.
Completa la mostra un ricco catalogo, edito da Lunwerg, con 380 fotografie ed un testo critico a cura di Publio López Mondéjar che ricostruisce la foto-storia della Castilla-La Mancha, la sua realtà storica, sociale, politica e culturale nei secoli trascorsi.
Informazioni
L’Impronta dello sguardo
Fotografia e società a Castilla-La Mancha, 1846-1936
Dal 9 novembre fino 11 dicembre 2005
Sala dell’Instituto Cervantes
Piazza Navona, 91
Orario: dal martedì alla domenica 16h – 20h
Tel. 068537361
Sito Web: http://roma.cervantes.es/Menu Cultura
Ingresso libero
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

