Urla e biancheggia il mar… nella pittura ligure fra Ottocento e Novecento
In: Liguria : Genova : Mostre Genova : Camogli
Descrizione
Il “mare” torna a essere protagonista della nuova mostra organizzata all’Abbazia di San Fruttuoso a Camogli, dal 1983 proprietà del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano. Dal 22 marzo al 30 settembre gli spazi del complesso monumentale, che domina la splendida baia tra Camogli e Portofino, ospiteranno “Urla e biancheggia il mar… nella pittura ligure fra Ottocento e Novecento”, un evento che vedrà per la prima volta riunite in un luogo di grande suggestione sessanta opere di importanti pittori liguri, di nascita o di adozione, sul tema della mareggiata.
La Mostra “Urla e biancheggia il mar nella pittura ligure tra Ottocento e Novecento” rappresenta un’occasione unica di ammirare, per la prima volta riuniti, importanti artisti liguri di nascita o per assidua frequentazione, che hanno dipinto a cavallo tra i due secoli appena trascorsi, il tema della mareggiata.
E’ stato sviluppato un percorso espositivo operando una selezione di opere nella quali è esaltato il dato emozionale e poetico della forza agitata e incoercibile del mare, che da sempre ha attratto e affascinato il mondo dell’arte.
Opere di pittori “marinisti” quali: Alberto Beniscelli, Giuseppe Caselli, Antonio Discovolo, Andrea Figari, Pompeo Mariani, Rubaldo Merello, Filiberto Minozzi, Plinio Nomellini, Romolo Pergola, Giuseppe Ferdinando Piana, Giuseppe Sacheri, Antonio Giuseppe Santagata, Antonio Schiaffino, sono rappresentate assieme a quelle di altri artisti, di notevole spessore storico-artistico, ognuno però con la propria tecnica e con il personale linguaggio pittorico, con gli individuali effetti luce-colore e il modus operandi, tutti accomunati dall’ obiettivo di assimilare, elaborare psichicamente e trasmettere sul supporto pittorico le suggestioni, le vibrazioni di luce recepite, quella “ligusticità del mare” che è certamente l’elemento peculiare per la comprensione di questa nostra terra, schiva per carattere degli uomini e per cultura, di sentimentalismi e monumentalità, ma piuttosto propensa a un’intimistica e riservata visione naturalistica, in linea con quanto affermato da Diego Angeli ne Il nuovo stile (1903) “Un quadro non deve dimostrare, deve soltanto mostrare cose che lo spirito abbia veduto nel suo interno”.
I quadri selezionati per la mostra, osservati con attenzione, rifuggono da una ricerca dell’opera artistica fine a se stessa, dal dipinto eseguito a scopo puramente mercantile, si evince invece, una chiara vocazione del pittore a fissare un dato meteorologico del tutto temporaneo quanto affascinante, quasi a volere “far proprio” un qualcosa che invece, per sua natura, è temporanea libertà e irruenza, un continuo evolversi, che tuttavia per la sua eccezionalità, merita di essere colto. Da qui, l’esigenza di riprodurre l’impressione del vero, dipingendo en plein air, privilegiando al massimo la fusione tra forma-luce-colore
Per questi pittori l’arte non è riproduzione, ma costruzione di un rapporto intimo, personalissimo con un mondo, perché hanno avuto, come dice Courbet “Il dono di vedere un effetto dal vero e di saper trovare nella tavolozza le tinte per renderlo”
Il “mare” torna a essere protagonista della nuova mostra organizzata all’Abbazia di San Fruttuoso a Camogli, dal 1983 proprietà del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano. Dal 22 marzo al 30 settembre gli spazi del complesso monumentale, che domina la splendida baia tra Camogli e Portofino, ospiteranno “Urla e biancheggia il mar… nella pittura ligure fra Ottocento e Novecento”, un evento che vedrà per la prima volta riunite in un luogo di grande suggestione sessanta opere di importanti pittori liguri, di nascita o di adozione, sul tema della mareggiata.
La Mostra “Urla e biancheggia il mar nella pittura ligure tra Ottocento e Novecento” rappresenta un’occasione unica di ammirare, per la prima volta riuniti, importanti artisti liguri di nascita o per assidua frequentazione, che hanno dipinto a cavallo tra i due secoli appena trascorsi, il tema della mareggiata.
E’ stato sviluppato un percorso espositivo operando una selezione di opere nella quali è esaltato il dato emozionale e poetico della forza agitata e incoercibile del mare, che da sempre ha attratto e affascinato il mondo dell’arte.
Opere di pittori “marinisti” quali: Alberto Beniscelli, Giuseppe Caselli, Antonio Discovolo, Andrea Figari, Pompeo Mariani, Rubaldo Merello, Filiberto Minozzi, Plinio Nomellini, Romolo Pergola, Giuseppe Ferdinando Piana, Giuseppe Sacheri, Antonio Giuseppe Santagata, Antonio Schiaffino, sono rappresentate assieme a quelle di altri artisti, di notevole spessore storico-artistico, ognuno però con la propria tecnica e con il personale linguaggio pittorico, con gli individuali effetti luce-colore e il modus operandi, tutti accomunati dall’ obiettivo di assimilare, elaborare psichicamente e trasmettere sul supporto pittorico le suggestioni, le vibrazioni di luce recepite, quella “ligusticità del mare” che è certamente l’elemento peculiare per la comprensione di questa nostra terra, schiva per carattere degli uomini e per cultura, di sentimentalismi e monumentalità, ma piuttosto propensa a un’intimistica e riservata visione naturalistica, in linea con quanto affermato da Diego Angeli ne Il nuovo stile (1903) “Un quadro non deve dimostrare, deve soltanto mostrare cose che lo spirito abbia veduto nel suo interno”.
I quadri selezionati per la mostra, osservati con attenzione, rifuggono da una ricerca dell’opera artistica fine a se stessa, dal dipinto eseguito a scopo puramente mercantile, si evince invece, una chiara vocazione del pittore a fissare un dato meteorologico del tutto temporaneo quanto affascinante, quasi a volere “far proprio” un qualcosa che invece, per sua natura, è temporanea libertà e irruenza, un continuo evolversi, che tuttavia per la sua eccezionalità, merita di essere colto. Da qui, l’esigenza di riprodurre l’impressione del vero, dipingendo en plein air, privilegiando al massimo la fusione tra forma-luce-colore
Per questi pittori l’arte non è riproduzione, ma costruzione di un rapporto intimo, personalissimo con un mondo, perché hanno avuto, come dice Courbet “Il dono di vedere un effetto dal vero e di saper trovare nella tavolozza le tinte per renderlo”
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
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