Nella segreta intimità degli uomini
In: Lombardia : Milano : Mostre Milano : Milano
Descrizione
In esposizione presso la Fondazione Luciana Matalon la mostra “Nella segreta intimità degli uomini” di Ferdinando Todesco, a cura di Giovanni Faccenda. Le immagini dipinte da Todesco appartengono pienamente al mondo contemporaneo che l’autore vive e hanno come filo conduttore il tema del viaggio che non ha meta o fine. Inizialmente l’attenzione dell’artista si è rivolta verso treni fermi, binari, vagoni e fili elettrici per passare poi, in un secondo momento, a coloro che popolano quotidianamente questi luoghi, le persone. “Di queste mi affascina – spiega Todesco - ciò che non si vede. Mi chiedo quale sia la molla che le ha portate alla stazione: il lavoro, un progetto, un fallimento, una fuga, la disperazione, la speranza, un sogno.” Le figure, allungate e vaghe, simbolo delle loro ancora non trovata identità, non hanno un volto e sembrano dei manichini dolenti e infreddoliti. Nelle opere non vi è nulla di fisso o contemplativo: l’utilizzo di fasci prospettici, contorni marcati, molteplici linee di fuga creano una sorta di movimento verso qualcosa che deve ancora accadere. Le luci soffuse e i colori dai toni spenti rimarcano il sentimento di attesa. La stazione è per Todesco la migliore rappresentazione della società del nostro tempo: una spazio in continua trasformazione in cui merci, oggetti, persone di provenienza e culture diverse si mescolano, talvolta creando un momento di contatto, altre volte senza alcun tipo di scambio. Catalogo gratuito in mostra. Ingresso Libero.
In esposizione presso la Fondazione Luciana Matalon la mostra “Nella segreta intimità degli uomini” di Ferdinando Todesco, a cura di Giovanni Faccenda. Le immagini dipinte da Todesco appartengono pienamente al mondo contemporaneo che l’autore vive e hanno come filo conduttore il tema del viaggio che non ha meta o fine. Inizialmente l’attenzione dell’artista si è rivolta verso treni fermi, binari, vagoni e fili elettrici per passare poi, in un secondo momento, a coloro che popolano quotidianamente questi luoghi, le persone. “Di queste mi affascina – spiega Todesco - ciò che non si vede. Mi chiedo quale sia la molla che le ha portate alla stazione: il lavoro, un progetto, un fallimento, una fuga, la disperazione, la speranza, un sogno.” Le figure, allungate e vaghe, simbolo delle loro ancora non trovata identità, non hanno un volto e sembrano dei manichini dolenti e infreddoliti. Nelle opere non vi è nulla di fisso o contemplativo: l’utilizzo di fasci prospettici, contorni marcati, molteplici linee di fuga creano una sorta di movimento verso qualcosa che deve ancora accadere. Le luci soffuse e i colori dai toni spenti rimarcano il sentimento di attesa. La stazione è per Todesco la migliore rappresentazione della società del nostro tempo: una spazio in continua trasformazione in cui merci, oggetti, persone di provenienza e culture diverse si mescolano, talvolta creando un momento di contatto, altre volte senza alcun tipo di scambio. Catalogo gratuito in mostra. Ingresso Libero.
Indirizzo: Foro Buonaparte 67
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
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