Paolo Conti 80|L’erosione del tempo a cura di Archivio Conti
In: Lombardia : Milano : Mostre Milano : Milano
Descrizione
La PoliArt Contemporary ospiterà mostra personale 80|l’erosione del tempo di Paolo Conti. Sono venti le opere scelte dal ciclo delle Erosioni, realizzate con spessi cartoni preparati, poi pazientemente scavati e dipinti. Quella della PoliArt Contemporary è la prima esposizione esclusivamente dedicata a questo ciclo (nato nel 2005), in cui l’artista indaga il concetto di entropia. Dai primi anni Settanta la ricerca di Conti si fonda su una sovrapposizione di arte e scienza, da cui ricava un’inedita potenza gnoseologica. Nelle Erosioni di Conti le forme originalissime e “scientificamente perfette” (come da sempre chiosa l’artista), il cui carattere è una nettezza metallica di derivazione tecnologica e industriale, si confondono secondo molteplici piani di profondità reali e virtuali, la cui unica regola combinatoria pare essere un impercettibile processo di consunzione. L’erosione è la quantità di energia che diviene visibile nel perdersi o nel non realizzarsi della forma, è l’indefinita parte oscura che segna l’alterità e la condizione della potenza. Guardando un’opera come Quel che resta della concretezza, il piano limite è infranto e, infrangendosi, infrange, in una quasi continuità frattale, l’inarrestabile moltiplicarsi dei piani soggiacenti: in una sorta di big bang, il primo piano e la profondità infinita si confondono. Qui allora le forme s’infinitano come grappoli di stelle e, come stelle, si consumano.
La PoliArt Contemporary ospiterà mostra personale 80|l’erosione del tempo di Paolo Conti. Sono venti le opere scelte dal ciclo delle Erosioni, realizzate con spessi cartoni preparati, poi pazientemente scavati e dipinti. Quella della PoliArt Contemporary è la prima esposizione esclusivamente dedicata a questo ciclo (nato nel 2005), in cui l’artista indaga il concetto di entropia. Dai primi anni Settanta la ricerca di Conti si fonda su una sovrapposizione di arte e scienza, da cui ricava un’inedita potenza gnoseologica. Nelle Erosioni di Conti le forme originalissime e “scientificamente perfette” (come da sempre chiosa l’artista), il cui carattere è una nettezza metallica di derivazione tecnologica e industriale, si confondono secondo molteplici piani di profondità reali e virtuali, la cui unica regola combinatoria pare essere un impercettibile processo di consunzione. L’erosione è la quantità di energia che diviene visibile nel perdersi o nel non realizzarsi della forma, è l’indefinita parte oscura che segna l’alterità e la condizione della potenza. Guardando un’opera come Quel che resta della concretezza, il piano limite è infranto e, infrangendosi, infrange, in una quasi continuità frattale, l’inarrestabile moltiplicarsi dei piani soggiacenti: in una sorta di big bang, il primo piano e la profondità infinita si confondono. Qui allora le forme s’infinitano come grappoli di stelle e, come stelle, si consumano.
Indirizzo: Viale Gran Sasso, 35
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
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