Vittoria Colonna a Pescocostanzo
In: Abruzzo : L'Aquila : Pescocostanzo
Descrizione
Rievocazione del soggiorno di Vittoria Colonna (1525 – 47), la cui visita ha ispirato l’evento culturale. La nobil donna, grande poetessa del 500, definita “la Petrarca al femminile”.Dama romana e spagnola colta, risultò particolarmente preziosa, negli anni caratterizzati da feroci dissidi tra la chiesa e i Colonna e nonostante cercasse, in ogni modo, di mettere pace tra i due contendenti, fu costretta anche lei a fuggire da Marino a Napoli e poi ad Ischia. Durante il sacco di Roma, ebbe gran parte negli aiuti alla popolazione romana, ma, soprattutto, dette il suo contributo alla salvezza dello stesso Papa, ottenendo, perciò, in dono, il feudo di Pescocostanzo. Senza dubbio, si rivelò amministratrice benevola e saggia: sollevò la città dai contributi statali, le condonò i debiti pregressi ed approvò i Capitula e gli Statuta che la regolamentarono. Istituì, attraverso una lettera, datata 15 giugno 1535, un’autorità preposta al controllo della nuova edilizia. La “Commissioine della Signora”, come venne definita, diede avvio ad un antesignano piano regolatore che condizionerà lo sviluppo di Pescocostanzo, nei secoli successivi, donandogli il caratteristico assetto urbanistico che ancora oggi conserva e che fungerà da eccellente scenario, alla rappresentazione itinerante di quella visita della Marchesa.
Rievocazione del soggiorno di Vittoria Colonna (1525 – 47), la cui visita ha ispirato l’evento culturale. La nobil donna, grande poetessa del 500, definita “la Petrarca al femminile”.Dama romana e spagnola colta, risultò particolarmente preziosa, negli anni caratterizzati da feroci dissidi tra la chiesa e i Colonna e nonostante cercasse, in ogni modo, di mettere pace tra i due contendenti, fu costretta anche lei a fuggire da Marino a Napoli e poi ad Ischia. Durante il sacco di Roma, ebbe gran parte negli aiuti alla popolazione romana, ma, soprattutto, dette il suo contributo alla salvezza dello stesso Papa, ottenendo, perciò, in dono, il feudo di Pescocostanzo. Senza dubbio, si rivelò amministratrice benevola e saggia: sollevò la città dai contributi statali, le condonò i debiti pregressi ed approvò i Capitula e gli Statuta che la regolamentarono. Istituì, attraverso una lettera, datata 15 giugno 1535, un’autorità preposta al controllo della nuova edilizia. La “Commissioine della Signora”, come venne definita, diede avvio ad un antesignano piano regolatore che condizionerà lo sviluppo di Pescocostanzo, nei secoli successivi, donandogli il caratteristico assetto urbanistico che ancora oggi conserva e che fungerà da eccellente scenario, alla rappresentazione itinerante di quella visita della Marchesa.
Indirizzo: Via tagliola, 1
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
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