La vedova Socrate con Franca Valeri.
In: Piemonte : Torino : Torino
Descrizione
Teatro Erba corso Moncalieri 241
dal martedì al sabato ore 21 – domenica ore 16
Franca Valeri con la sua grande ironia e i suoi strali fulminanti dà vita al personaggio di Santippe, moglie di Socrate, che spiega e distrugge il mito del grande filosofo greco. Nella sua bottega d’antiquariato e oggettistica, Santippe, ormai vedova, fa i conti sulla vita del grande filosofo e “dirà tutto” sulla quotidianità coniugale per nulla scalfita dalla personalità eccezionale del marito, che per lei è solo un uomo tanto noto quanto noioso, sempre con la testa fra le nuvole che addirittura “dice le cose che pensa prima” e si fa fregare le idee, quel che è peggio anche i “diritti d’autore”.
I suoi bersagli sono Platone, Aristofane, Alcibiade, insomma quelli che conosceva bene, gli amici del marito che tutti i giorni bazzicavano in casa e in negozio.
Per questo spettacolo Franca Valeri ha vinto il premio “Gli Olimpici del Teatro 2003” come miglior protagonista “one man show”.
La parola alla stessa Valeri per entrare nell’atmosfera dello spettacolo: “... Un’indagine nella vita di Santippe, forse fraintesa dai posteri, mi è apparsa come una grossa tentazione...
Mi sono divertita a immaginare un ripensamento della sua vita dalle del tutto inattendibili nozze e poi dentro una quotidianità coniugale per nulla scalfita dalla personalità eccezionale del marito. Una comune ragazza dei sobborghi di Atene, come potrebbe oggi abitare sulla Prenestina e essere una vistosa impiegata ossigenata con possibilità di velina. Queste ragazze solecitano spesso la curiosità di uomini non semplici e questa antica fatalità porta Santippe al matrimonio con Socrate, a un lungo matrimonio in definitiva ben riuscito.
La vedo così. Intelligente ma indissolubilmente legata alla sua estrazione popolare, Santippe elabora il suo compito di moglie senza tener conto di “chi è” il marito. E sembra che Socrate lungi dal vergognarsi di quella massaia astuta si sia anche giovato di certi suoi sprazzi di chiaroveggenza da maga del quartiere. Mi affascinava vedere come Santippe sia passata indenne fra filosofi, etère, generali e fanciulli, in quotidiano colloquio con un marito di cui ancora oggi ci stupiscono le conlcusioni morali. Certo Santippe ha preferito se stessa al mondo irreale del pensiero. Un’onestà che l’ha fatta disprezzare dagli storici, ma che ne fa una gustosa eroina di teatro...
Teatro Erba corso Moncalieri 241
dal martedì al sabato ore 21 – domenica ore 16
Franca Valeri con la sua grande ironia e i suoi strali fulminanti dà vita al personaggio di Santippe, moglie di Socrate, che spiega e distrugge il mito del grande filosofo greco. Nella sua bottega d’antiquariato e oggettistica, Santippe, ormai vedova, fa i conti sulla vita del grande filosofo e “dirà tutto” sulla quotidianità coniugale per nulla scalfita dalla personalità eccezionale del marito, che per lei è solo un uomo tanto noto quanto noioso, sempre con la testa fra le nuvole che addirittura “dice le cose che pensa prima” e si fa fregare le idee, quel che è peggio anche i “diritti d’autore”.
I suoi bersagli sono Platone, Aristofane, Alcibiade, insomma quelli che conosceva bene, gli amici del marito che tutti i giorni bazzicavano in casa e in negozio.
Per questo spettacolo Franca Valeri ha vinto il premio “Gli Olimpici del Teatro 2003” come miglior protagonista “one man show”.
La parola alla stessa Valeri per entrare nell’atmosfera dello spettacolo: “... Un’indagine nella vita di Santippe, forse fraintesa dai posteri, mi è apparsa come una grossa tentazione...
Mi sono divertita a immaginare un ripensamento della sua vita dalle del tutto inattendibili nozze e poi dentro una quotidianità coniugale per nulla scalfita dalla personalità eccezionale del marito. Una comune ragazza dei sobborghi di Atene, come potrebbe oggi abitare sulla Prenestina e essere una vistosa impiegata ossigenata con possibilità di velina. Queste ragazze solecitano spesso la curiosità di uomini non semplici e questa antica fatalità porta Santippe al matrimonio con Socrate, a un lungo matrimonio in definitiva ben riuscito.
La vedo così. Intelligente ma indissolubilmente legata alla sua estrazione popolare, Santippe elabora il suo compito di moglie senza tener conto di “chi è” il marito. E sembra che Socrate lungi dal vergognarsi di quella massaia astuta si sia anche giovato di certi suoi sprazzi di chiaroveggenza da maga del quartiere. Mi affascinava vedere come Santippe sia passata indenne fra filosofi, etère, generali e fanciulli, in quotidiano colloquio con un marito di cui ancora oggi ci stupiscono le conlcusioni morali. Certo Santippe ha preferito se stessa al mondo irreale del pensiero. Un’onestà che l’ha fatta disprezzare dagli storici, ma che ne fa una gustosa eroina di teatro...
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
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