Rappr. Teatrale "Rigoletto" di Giuseppe Verdi
In: Campania : Napoli : Napoli
Descrizione
Melodramma in tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma “Le roi s’amuse”
di Victor Hugo
Musica di Giuseppe Verdi
Direttore: Antonino Fogliani
Regia: Giancarlo Cobelli
Prima assoluta: Venezia, Teatro La Fenice, 11 marzo 1851
Prima rappresentazione al Teatro di San Carlo: 29 dicembre 1861
La rivoluzione degli statuti dell’opera, dei suoi equilibri interni, delle sue forme. Una rivoluzione dolce, che non rinnega il sapere dei padri, ma lo discute, lo modifica. Lo riforma. Nell’opera belliniana e donizettiana prosegue una tradizione antica, persiste il primato degli “affetti”. Malattie dell’anima da cui si è contagiati, intense ma passeggere. Con Rigoletto è l’amore di un padre a balzare in primo piano, un sentimento che non passa, scolpito nel cuore. Granitico. Con Bellini e Donizetti, in una prassi che per molti anni sopravvive a se stessa, si consolida il principio romantico del tenore vittima del
baritono, del giovane eroe ricco di virtù piegato dalla virulenza di un uomo maturo. Con Rigoletto si assiste all’inversione della parti,laddove al gallismo cinico del Duca di Mantova si contrappone la solitudine del buffone vessato dalla prepotenza del più forte, del vecchio provato dalle fatiche della vita. E dagli scherzi del destino.
Nel melodramma vecchio di appena vent’anni il flusso musicale e drammatico scorre su forme prestabilite, si adagia lungo un letto
imponente e maestoso. “Scena”, “cantabile” e “cabaletta”, l’espressione musicale si incanala in un corso necessario, la sua urgenza è trattenuta da vigorosi argini. E all’interno vi scorre lenta.Verdi conosce quella formula, ma la riduce al suo scheletro, modificandola dall’interno. Così le
“scene” si ampliano fino a descrivere contesti di scenografica pregnanza;rispetto alle quali i momenti lirici hanno l’effetto di subitanei primi piani. Aria e recitativo si confondono e sovrappongono all’insegna del più vitale
dinamismo. E i personaggi, invece di aspettare il loro turno, si cantano addosso le loro ragioni, nella forma contratta e contrastata dei duetti,terzetti, quartetti. Quel lento corso d’acqua, in Rigoletto, ha preso la
china di una corrente vigorosa e impetuosa. Ormai inarrestabile.
TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI
Martedì 17 maggio 2005, ore 20.30
Giovedì 19 maggio 2005, ore 20.30
Domenica 22 maggio 2005, ore 17.00
Martedì 24 maggio 2005, ore 18.00
Giovedì 26 maggio 2005, ore 18.00
Sabato 28 maggio 2005, ore 20.30
Melodramma in tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma “Le roi s’amuse”
di Victor Hugo
Musica di Giuseppe Verdi
Direttore: Antonino Fogliani
Regia: Giancarlo Cobelli
Prima assoluta: Venezia, Teatro La Fenice, 11 marzo 1851
Prima rappresentazione al Teatro di San Carlo: 29 dicembre 1861
La rivoluzione degli statuti dell’opera, dei suoi equilibri interni, delle sue forme. Una rivoluzione dolce, che non rinnega il sapere dei padri, ma lo discute, lo modifica. Lo riforma. Nell’opera belliniana e donizettiana prosegue una tradizione antica, persiste il primato degli “affetti”. Malattie dell’anima da cui si è contagiati, intense ma passeggere. Con Rigoletto è l’amore di un padre a balzare in primo piano, un sentimento che non passa, scolpito nel cuore. Granitico. Con Bellini e Donizetti, in una prassi che per molti anni sopravvive a se stessa, si consolida il principio romantico del tenore vittima del
baritono, del giovane eroe ricco di virtù piegato dalla virulenza di un uomo maturo. Con Rigoletto si assiste all’inversione della parti,laddove al gallismo cinico del Duca di Mantova si contrappone la solitudine del buffone vessato dalla prepotenza del più forte, del vecchio provato dalle fatiche della vita. E dagli scherzi del destino.
Nel melodramma vecchio di appena vent’anni il flusso musicale e drammatico scorre su forme prestabilite, si adagia lungo un letto
imponente e maestoso. “Scena”, “cantabile” e “cabaletta”, l’espressione musicale si incanala in un corso necessario, la sua urgenza è trattenuta da vigorosi argini. E all’interno vi scorre lenta.Verdi conosce quella formula, ma la riduce al suo scheletro, modificandola dall’interno. Così le
“scene” si ampliano fino a descrivere contesti di scenografica pregnanza;rispetto alle quali i momenti lirici hanno l’effetto di subitanei primi piani. Aria e recitativo si confondono e sovrappongono all’insegna del più vitale
dinamismo. E i personaggi, invece di aspettare il loro turno, si cantano addosso le loro ragioni, nella forma contratta e contrastata dei duetti,terzetti, quartetti. Quel lento corso d’acqua, in Rigoletto, ha preso la
china di una corrente vigorosa e impetuosa. Ormai inarrestabile.
TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI
Martedì 17 maggio 2005, ore 20.30
Giovedì 19 maggio 2005, ore 20.30
Domenica 22 maggio 2005, ore 17.00
Martedì 24 maggio 2005, ore 18.00
Giovedì 26 maggio 2005, ore 18.00
Sabato 28 maggio 2005, ore 20.30
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

