Commedia "Il Socrate Immaginario"
In: Campania : Napoli : Napoli
Descrizione
Commedia per musica in tre atti
Libretto di Giambattista Lorenzi
Musica di Giovanni Paisiello
Revisione critica di Roberto De Simone
Prima assoluta: Napoli, Teatro Nuovo, ottobre 1775
Il nostro Voltaire si chiama Giovanni Paisiello. Il nostro Candide Il Socrate immaginario. Nel romanzo del più celebre illuminista francese a essere preso di mira era il facile ottimismo dei razionalisti alla
Leibniz, sintetizzato nel famoso slogan del “migliore dei mondi possibili”. Qui, per questa squisita “commedia per musica”, si mettono insieme un esponente di punta dell’illuminismo napoletano, il più
brillante librettista comico della Napoli del Settecento e un musicista
affermato alle soglie del grande salto internazionale. Ferdinando
Galiani, Giambattista Lorenzi, Giovanni Paisiello: tutti uniti in una
sferzante satira delle mode culturali dell’epoca.
Cercatori di antichi reperti, collezionisti di millenari cimeli, estimatori di tutto ciò che è ricoperto di polvere. La presa in giro di filosofastri e maniaci dell’antichità era uno dei temi privilegiati del teatro settecentesco. Lo esplora anche Paisiello, che si dimostra maestro nello scatenare la sua irrefrenabile vis comica.Tra un finale primo con il solenne coro dei discepoli intonato in lingua greca e una scena dei demoni e delle Furie che occhieggia, sogghignando, all’Orfeo gluckiano. Protagonista (e vittima) lo pseudofilosofo di campagna dal nome
altisonante, Don Tammaro Promontorio di Modugno, ricco possidente (pugliese come Paisiello), uomo ignorante e ingenuo che
ha perso il senno a forza di leggere le vite dei filosofi antichi. Si fa chiamare Socrate e vorrebbe far sposare la figlia al barbiere, suo
allievo in filosofia. Tra i mille “rimedi” messi in atto dai parenti c’è anche una finta apparizione delle Furie, inscenata per spaventarlo. La stessa medicina somministrata a Totò, nobile ammalato di avarizia,
spedito per scherzo nei Campi Flegrei. In entrambi i casi una trovata esilarante: buon sangue, meridionale, non mente.
TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI
Venerdì 23 settembre 2005, ore 20.30
Domenica 25 settembre 2005, ore 17.00
Martedì 27 settembre 2005, ore 18.00
Giovedì 29 settembre 2005, ore 18.00
Sabato 1 ottobre 2005, ore 20.30
Commedia per musica in tre atti
Libretto di Giambattista Lorenzi
Musica di Giovanni Paisiello
Revisione critica di Roberto De Simone
Prima assoluta: Napoli, Teatro Nuovo, ottobre 1775
Il nostro Voltaire si chiama Giovanni Paisiello. Il nostro Candide Il Socrate immaginario. Nel romanzo del più celebre illuminista francese a essere preso di mira era il facile ottimismo dei razionalisti alla
Leibniz, sintetizzato nel famoso slogan del “migliore dei mondi possibili”. Qui, per questa squisita “commedia per musica”, si mettono insieme un esponente di punta dell’illuminismo napoletano, il più
brillante librettista comico della Napoli del Settecento e un musicista
affermato alle soglie del grande salto internazionale. Ferdinando
Galiani, Giambattista Lorenzi, Giovanni Paisiello: tutti uniti in una
sferzante satira delle mode culturali dell’epoca.
Cercatori di antichi reperti, collezionisti di millenari cimeli, estimatori di tutto ciò che è ricoperto di polvere. La presa in giro di filosofastri e maniaci dell’antichità era uno dei temi privilegiati del teatro settecentesco. Lo esplora anche Paisiello, che si dimostra maestro nello scatenare la sua irrefrenabile vis comica.Tra un finale primo con il solenne coro dei discepoli intonato in lingua greca e una scena dei demoni e delle Furie che occhieggia, sogghignando, all’Orfeo gluckiano. Protagonista (e vittima) lo pseudofilosofo di campagna dal nome
altisonante, Don Tammaro Promontorio di Modugno, ricco possidente (pugliese come Paisiello), uomo ignorante e ingenuo che
ha perso il senno a forza di leggere le vite dei filosofi antichi. Si fa chiamare Socrate e vorrebbe far sposare la figlia al barbiere, suo
allievo in filosofia. Tra i mille “rimedi” messi in atto dai parenti c’è anche una finta apparizione delle Furie, inscenata per spaventarlo. La stessa medicina somministrata a Totò, nobile ammalato di avarizia,
spedito per scherzo nei Campi Flegrei. In entrambi i casi una trovata esilarante: buon sangue, meridionale, non mente.
TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI
Venerdì 23 settembre 2005, ore 20.30
Domenica 25 settembre 2005, ore 17.00
Martedì 27 settembre 2005, ore 18.00
Giovedì 29 settembre 2005, ore 18.00
Sabato 1 ottobre 2005, ore 20.30
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

