Rappresentazione teatrale: "Bar"
In: Toscana : Livorno : Castagneto Carducci
Descrizione
Presso Teatro Roma di Castagneto Carducci (LI)
drammaturgia di Spiro Scimone
con Francesco Sframeli e Spiro Scimone
regia di Valerio Binasco
Secondo capitolo del teatro degli affetti di Scimone-Sframeli; i protagonisti dello spettacolo sonoPetru e Nino; l’ambiente che li ospita è il retro-magazzino d’un bar dove lavora Nino, una parete rosa che occupa la scena con un pochi altri oggetti: una radio che trasmette della musica all’inizio d’ogni quadro, una scala, quattro sedie accatastate.
Quattro scene che vanno a delineare il rapporto d’amicizia e di confidenza, in uno svolgimento che non presenta azioni di rilievo, il dialogo, saltellante, spesso piccante, condito di giochi linguistici in messinese di raffinato humor, e gli sguardi sui corpi fermi, appoggiati, seduti, azionati per le numerose uscite di scena con un ricorso “sonoro” delle quinte, uscite atte a indicare l’esistenza d’un mondo esterno, dove al contrario accadono molte faccende, in grado di riflettersi però minimamente all’interno del mondo degli affetti dei protagonisti.
E’ sempre un’attesa verso un cambiamento, un periodo di transizione fra un passato travagliato e complesso, la cui lettura a noi perviene a macchie di leopardo, ed un futuro colmo di incognite, ma al contempo aperto alla speranza. Quindi lo spettatore si trova di fronte alla rappresentazione di piccoli minuscoli mondi edificati lungo una concezione della storia che si snoda come una linea retta, una linea che prosegue; la drammaturgia di Scimone è in questo diametralmente opposta rispetto a quella di un Pirandello, di un Beckett, rispetto a quella della drammaturgia arrabbiata degli anni Novanta, dove tutto era bloccato, dove i personaggi altro non sono che marionette.
Presso Teatro Roma di Castagneto Carducci (LI)
drammaturgia di Spiro Scimone
con Francesco Sframeli e Spiro Scimone
regia di Valerio Binasco
Secondo capitolo del teatro degli affetti di Scimone-Sframeli; i protagonisti dello spettacolo sonoPetru e Nino; l’ambiente che li ospita è il retro-magazzino d’un bar dove lavora Nino, una parete rosa che occupa la scena con un pochi altri oggetti: una radio che trasmette della musica all’inizio d’ogni quadro, una scala, quattro sedie accatastate.
Quattro scene che vanno a delineare il rapporto d’amicizia e di confidenza, in uno svolgimento che non presenta azioni di rilievo, il dialogo, saltellante, spesso piccante, condito di giochi linguistici in messinese di raffinato humor, e gli sguardi sui corpi fermi, appoggiati, seduti, azionati per le numerose uscite di scena con un ricorso “sonoro” delle quinte, uscite atte a indicare l’esistenza d’un mondo esterno, dove al contrario accadono molte faccende, in grado di riflettersi però minimamente all’interno del mondo degli affetti dei protagonisti.
E’ sempre un’attesa verso un cambiamento, un periodo di transizione fra un passato travagliato e complesso, la cui lettura a noi perviene a macchie di leopardo, ed un futuro colmo di incognite, ma al contempo aperto alla speranza. Quindi lo spettatore si trova di fronte alla rappresentazione di piccoli minuscoli mondi edificati lungo una concezione della storia che si snoda come una linea retta, una linea che prosegue; la drammaturgia di Scimone è in questo diametralmente opposta rispetto a quella di un Pirandello, di un Beckett, rispetto a quella della drammaturgia arrabbiata degli anni Novanta, dove tutto era bloccato, dove i personaggi altro non sono che marionette.
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

