Istrionicamente vostro


In: Lazio : Roma : Roma

Descrizione
- Concerto per attore in due tempi di GIOVANNI DE NAVA - Brani da Machado, Campanile, Bukowski, Sanders, Maupassant, Palazzeschi, Mc Clure, Ambrogi.

- Gli aforismi di raccordi sono estratti da “Hypocritès” e “Come mi pare” di Giovanni De Nava

- Musiche di Richard Wagner e Paul Dukas.

- Che fine ha fatto l’attore?
Nel mondo dello spettacolo di oggi, dove trionfano personaggi da “reality show” e sedicenti artisti, ci si ricorda ancora dell’attore e della sua poliedrica capacità interpretativa, che equivaleva a capacità evocativa, portando lo spettatore a sognare ed emozionarsi?
Prova a rispondere Giovanni De Nava, attore di talento e grande personalità, con uno spettacolo che assembla una serie di monologhi estratti da autori come Maupassant e Bukowski, Palazzeschi e Campanile, Machado e Mc Clure, mostrando quanto sia ancora intatta la magia del teatro se entra in scena qualcuno degno del nome di Attore.
Lo spettacolo ha avuto successo in altre città come Milano proprio per la sua volontà di andare controcorrente, contro le mode, riportando l’attore al centro del palcoscenico nella sua nudità ed estrema ricchezza.
Ogni brano rappresenta un “riflesso” recitativo speculare della versatilità istrionica dell’interprete, passando dal surreale al satirico, dall’assurdo all’evocativo, dal tragico al farsesco, dall’immaginifico al brillante.

Dice a proposito del suo spettacolo Giovanni De Nava:
“Otto monologhi che rappresentano otto “facce” artistico-recitative, otto specularità del mio modo d’essere Attore, un modo all’insegna di un ben consolidato eclettismo, o per felicitare i detrattori, di una “incongruità” che, laddove il “congruo” abbia ad essere il corrivo piattume cabarettistico-fiction-televisivo oggi dilagante è, per quanto mi riguarda, pervicacemente vissuta e narcisisticamente ostentata.
E poi: è “congruo” il plastificato teatro che fa il paio con la piattitudine evasiva di cui sopra? Dove è mai finito l’istrionismo, solo fondamento del vero talento attorico, oggi? Dove sono più i sapori e gli odori tra il luciferino e il sacrale, dov’è più la stregonica affatturazione, la magnetica suggestione, dove l’incanto?
Romanticismo anacronistico? Non l’ho mai creduto e persisto nel non crederlo: il Teatro è sacerdotale demonicità, alchemica conciliazione di contraddizioni, metafisica fascinazione, sublime malia: piaccia o no ai contropensanti, di qua dalla componente magica c’è il commercio popolare, di là c’è l’Arte”.

Informazioni
Teatro Arcobaleno
Via Francesco Redi, 1/a
Orari: sempre alle ore 21;
biglietti: intero 12 €, ridotto 9 €
sabato 14 e domenica 15 niente spettacolo


Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

Il testo è stato gentilmente fornito da: Ufficio Stampa


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