Corpo Moda Mente
In: Friuli Venezia Giulia : Trieste : Trieste
Descrizione
Nel 2001 ci fu Garden Fashion e l’anno successivo Other Fashion al quale fece seguito nel 2003 Imagerie Art/Fashion. Il Gruppo 78 torna sul percorso arte-moda con la performance dal titolo CORPO | MODA | MENTE che si sviluppa in quattro sedi, dal Museo Revoltella alla magica Serra della Villa Revoltella, attraverso la nota galleria Lipanjepuntin e nuovamente in Museo.
Un progetto nuovo, dai connotati però radicalmente cambiati. Già il titolo contiene indicazioni che vanno oltre l’incontro/scontro tra i due territori dell’arte e della moda, finitimi, ma con almeno un dato di fondo contrastante, la finalità utile e commerciale della moda da un lato, l’inutilità (si fa per dire) gratuita dell’arte, dall’altro come sottolinea la curatrice la professoressa Maria Campitelli.
Una breve ma intensa rassegna è ospitata nelle sale del Museo Revoltella: Sonia Delaunay, precorritrice illuminata di un concetto d’abito del tutto rinnovato che include il movimento e lo spazio, sopra un corpo vivo e pulsante. I famosi figurini degli anni ’20, alcuni tessuti, oggetti e dei quadri provenienti dalla collezione di Getulio Alviani costituiscono una significativa premessa alle ricerche degli artisti attuali.
Nella galleria Lipanjepuntin sono esposte le installazioni, ovvero ricostruzioni ambientali con tessuti usati da Franko B. nelle sue performances e alcuni esemplari delle collezioni di Jessica Ogden, Caroline Broadhead. Nel magico spazio della Serra nel parco della baronale Villa Revoltella si raccoglie il numero più consistente di presenze artistiche: Anne Liebhaberg con il lattice, sinonimo di pelle, presenta indumenti allusivi, Arlette Vermeiren un lungo velo da sposa con carte di agrumi, coronato da spine, Wilma Kun dispone i suoi corpi flosci di leggero lattice, in cui ossessivamente riflette se stessa, Susana Guerrero con i suoi inquietanti segnali vestimentari cosparsi di spine e di dolore, Jemima Stheli con la fotografia racconta di sé, del proprio corpo, soggetto ed oggetto insieme, Lieve Van Stappen con trasparenti abitini di vetro - struggenti vestiti di battesimo - ci parla di bambini morti, da lei angelicati tramite il suo poetico traslato artistico; Alba D’Urbano incarna davvero l’essenza di questa mostra con degli abiti su cui è stampata l’immagine del suo corpo nudo, Giuseppe Tubi, con gigantografie digitali sfalda i corpi delle modelle accentuando l’effimero del mondo fashion, mentre al contrario William West li solidifica nel marmo, rivestendoli di tatuaggi.
Nel 2001 ci fu Garden Fashion e l’anno successivo Other Fashion al quale fece seguito nel 2003 Imagerie Art/Fashion. Il Gruppo 78 torna sul percorso arte-moda con la performance dal titolo CORPO | MODA | MENTE che si sviluppa in quattro sedi, dal Museo Revoltella alla magica Serra della Villa Revoltella, attraverso la nota galleria Lipanjepuntin e nuovamente in Museo.
Un progetto nuovo, dai connotati però radicalmente cambiati. Già il titolo contiene indicazioni che vanno oltre l’incontro/scontro tra i due territori dell’arte e della moda, finitimi, ma con almeno un dato di fondo contrastante, la finalità utile e commerciale della moda da un lato, l’inutilità (si fa per dire) gratuita dell’arte, dall’altro come sottolinea la curatrice la professoressa Maria Campitelli.
Una breve ma intensa rassegna è ospitata nelle sale del Museo Revoltella: Sonia Delaunay, precorritrice illuminata di un concetto d’abito del tutto rinnovato che include il movimento e lo spazio, sopra un corpo vivo e pulsante. I famosi figurini degli anni ’20, alcuni tessuti, oggetti e dei quadri provenienti dalla collezione di Getulio Alviani costituiscono una significativa premessa alle ricerche degli artisti attuali.
Nella galleria Lipanjepuntin sono esposte le installazioni, ovvero ricostruzioni ambientali con tessuti usati da Franko B. nelle sue performances e alcuni esemplari delle collezioni di Jessica Ogden, Caroline Broadhead. Nel magico spazio della Serra nel parco della baronale Villa Revoltella si raccoglie il numero più consistente di presenze artistiche: Anne Liebhaberg con il lattice, sinonimo di pelle, presenta indumenti allusivi, Arlette Vermeiren un lungo velo da sposa con carte di agrumi, coronato da spine, Wilma Kun dispone i suoi corpi flosci di leggero lattice, in cui ossessivamente riflette se stessa, Susana Guerrero con i suoi inquietanti segnali vestimentari cosparsi di spine e di dolore, Jemima Stheli con la fotografia racconta di sé, del proprio corpo, soggetto ed oggetto insieme, Lieve Van Stappen con trasparenti abitini di vetro - struggenti vestiti di battesimo - ci parla di bambini morti, da lei angelicati tramite il suo poetico traslato artistico; Alba D’Urbano incarna davvero l’essenza di questa mostra con degli abiti su cui è stampata l’immagine del suo corpo nudo, Giuseppe Tubi, con gigantografie digitali sfalda i corpi delle modelle accentuando l’effimero del mondo fashion, mentre al contrario William West li solidifica nel marmo, rivestendoli di tatuaggi.
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
Se l'evento si ripeterà anche quest'anno per favore segnalaci le nuove date »

