Processione dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria
In: Molise : Isernia : Venafro
Descrizione
La processione di San Nicandro a Venafro ha una notevole importanza per la cittadina e per i dintorni, da cui accorre tanta gente. E' una delle più imponenti e particolari processioni del Molise. Dopo l'"ammessa", ovvero l'asta per portare in spalle le statue, e in particolar modo il busto argenteo di San Nicandro, verso le 20,00 ha inizio il solenne corteo religioso, a parire dalla basilica dei martiri, caratterizzato dalla particepazione di migliaia e migliaia di persone che attraversano una Venafro storica piena di colori, profumi, sensazioni che si ripetono da secoli. La componente caratteristica è il canto dell'inno che si ripete nelle varie fermate allestite presso gli ingressi storici della città romana, presso le edicole votive e nei vari luoghi di culto. Un inno solenne musicato da Domenico Criscuolo, sul finire dell'800, che incide sulle note della banda, cantato animatamente da un coro di popolo venafrano. Importante è il colpo d'occhio che si ha osservando le migliaia di persone che portano candele, lasciando un suggestivo spettacolo di luci e colori. Arrivati presso le "manganelle", rione storico di Venafro, lo spettacolo si riempe di sensazioni ed emozioni con la corsa delle statue che incide sulle note del "Mosè". Poco dopo si giunge a conclusione in piazza Castello dove viene cantato per le ultime due volte l'inno; le statue vengono infine ricondotte nella chiesa dell'Annunziata quando ormai è notte inoltrata( circa mezzanotte).
La processione di San Nicandro a Venafro ha una notevole importanza per la cittadina e per i dintorni, da cui accorre tanta gente. E' una delle più imponenti e particolari processioni del Molise. Dopo l'"ammessa", ovvero l'asta per portare in spalle le statue, e in particolar modo il busto argenteo di San Nicandro, verso le 20,00 ha inizio il solenne corteo religioso, a parire dalla basilica dei martiri, caratterizzato dalla particepazione di migliaia e migliaia di persone che attraversano una Venafro storica piena di colori, profumi, sensazioni che si ripetono da secoli. La componente caratteristica è il canto dell'inno che si ripete nelle varie fermate allestite presso gli ingressi storici della città romana, presso le edicole votive e nei vari luoghi di culto. Un inno solenne musicato da Domenico Criscuolo, sul finire dell'800, che incide sulle note della banda, cantato animatamente da un coro di popolo venafrano. Importante è il colpo d'occhio che si ha osservando le migliaia di persone che portano candele, lasciando un suggestivo spettacolo di luci e colori. Arrivati presso le "manganelle", rione storico di Venafro, lo spettacolo si riempe di sensazioni ed emozioni con la corsa delle statue che incide sulle note del "Mosè". Poco dopo si giunge a conclusione in piazza Castello dove viene cantato per le ultime due volte l'inno; le statue vengono infine ricondotte nella chiesa dell'Annunziata quando ormai è notte inoltrata( circa mezzanotte).
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
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