Roma rende omaggio allo scrittore spagnolo Rafael Sanchez Ferlosio
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Descrizione
Il giorno mercoledì 22 giugno presso la Biblioteca Casanatense a Roma, l’Instituto Cervantes di Roma e l’Universidad De Alcalà, in collaborazione con la Direzione Generale dei Beni Librari e degli Istituti Culturali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Biblioteche di Roma hanno presentato la mostra “Rafael Sánchez Ferlosio, escritor” fino al 13 luglio 2005. L’esposizione arriva dalla città di Miguel de Cervantes, Alcalà de Henares, dove Sánchez Ferlosio fu insignito del Premio Cervantes 2004, lo scorso aprile, per l’intero corpus della sua opera. Con questa rassegna, Roma vuole rendere omaggio a uno dei pensatori spagnoli più incisivi e indipendenti che proprio nell’ Urbe è nato (1927) e vissuto negli anni della Guerra Civile spagnola.
La mostra, curata da Tomás Pollán, offre ai visitatori un percorso cronologico della vita e dell’opera di Ferlosio attraverso la lettura di un frammento significativo di ognuno dei suoi lavori accompagnato da un breve commento esplicativo dell'autore. L’ispanista Danilo Manera ha scritto per l’occasione il libro “Una lettura italiana di Rafael Sánchez Ferlosio”, ispirato alla mostra. Alla presenza dell’autore, l’esposizione sarà inaugurata dal Direttore Generale degli Instituti Cervantes, César Antonio Molina, dal Rettore dell’Universidad de Alcalà, Virgilio Zapatero, dal Direttore Generale dei Beni Librari e degli Istituti di Cultura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Luciano Scala e dal Presidente delle Biblioteche di Roma, Igino Poggiali.
Siamo uniti tutti e due dallo stesso luogo di nascita, l’eterna Roma. Fatta propria sin da piccolo la storia e la cultura nata nel Mediterraneo, Rafael Sánchez Ferlosio ha raggiunto con gli anni una scrittura di purezza e perfezione classica. Il re Juan Carlos della Spagna definiva così lo scrittore durante il suo discorso pronunciato nella cerimonia del Premio Cervantes il 23 aprile, celebrata nel Paraninfo dell’Università di Alcalá de Henares lo stesso giorno che, secondo le cronache, morì l’autore del Chisciotte, nel 1616.
Il Cervantes, istituito dal Ministero di Cultura spagnolo, fu creato nel 1975 per onorare l’opera di un autore spagnolo o latinoamericano il cui contributo al patrimonio culturale ispanico è stato decisivo. Tra i vincitori delle scorse edizioni si segnala il colombiano Alvaro Mutis, il peruviano Mario Vargas Llosa e gli spagnoli Francisco Umbral, José Hierro, Camilo José Cela, Francisco Ayala e Miguel Delibes.
Nato a Roma nel 1927, di padre spagnolo e madre italiana, pubblica il suo primo libro “Industrias y andanzas de Alfanhuí” nel 1952. Quattro anni dopo vince il Premio Nadal con la sua opera più conosciuta, il romanzo-modello del neorealismo postbellico “El Jarama”, considerato come una delle più importanti opere della letteratura spagnola del XX secolo.
Tra i suoi ultimi libri ci sono “El alma y la vergüenza”, “Testimonio de Yarfoz” e “La hija de la guerra y la madre de la patria”. Ferlosio si è però dedicato soprattutto a saggi e articoli di folgorante perspicacia e a studi linguistici e storico-filosofici. Il pensiero ferlosiano è laico, rivolto alla dimensione pubblica e ribelle nei confronti dei pregiudizi imposti, dei modelli prefabbricati e di ogni forma di predestinazione, determinismo o manicheismo.
“Rafael Sánchez Ferlosio, escritor”
Dal 22 giugno fino 13 luglio 2005
Biblioteca Casanatense de Roma (Sala Monumentale)
Via Sant´Ignazio, 52
Tel. 068537361
Sito Web: http://roma.cervantes.es/
Ingresso libero
Il giorno mercoledì 22 giugno presso la Biblioteca Casanatense a Roma, l’Instituto Cervantes di Roma e l’Universidad De Alcalà, in collaborazione con la Direzione Generale dei Beni Librari e degli Istituti Culturali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Biblioteche di Roma hanno presentato la mostra “Rafael Sánchez Ferlosio, escritor” fino al 13 luglio 2005. L’esposizione arriva dalla città di Miguel de Cervantes, Alcalà de Henares, dove Sánchez Ferlosio fu insignito del Premio Cervantes 2004, lo scorso aprile, per l’intero corpus della sua opera. Con questa rassegna, Roma vuole rendere omaggio a uno dei pensatori spagnoli più incisivi e indipendenti che proprio nell’ Urbe è nato (1927) e vissuto negli anni della Guerra Civile spagnola.
La mostra, curata da Tomás Pollán, offre ai visitatori un percorso cronologico della vita e dell’opera di Ferlosio attraverso la lettura di un frammento significativo di ognuno dei suoi lavori accompagnato da un breve commento esplicativo dell'autore. L’ispanista Danilo Manera ha scritto per l’occasione il libro “Una lettura italiana di Rafael Sánchez Ferlosio”, ispirato alla mostra. Alla presenza dell’autore, l’esposizione sarà inaugurata dal Direttore Generale degli Instituti Cervantes, César Antonio Molina, dal Rettore dell’Universidad de Alcalà, Virgilio Zapatero, dal Direttore Generale dei Beni Librari e degli Istituti di Cultura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Luciano Scala e dal Presidente delle Biblioteche di Roma, Igino Poggiali.
Siamo uniti tutti e due dallo stesso luogo di nascita, l’eterna Roma. Fatta propria sin da piccolo la storia e la cultura nata nel Mediterraneo, Rafael Sánchez Ferlosio ha raggiunto con gli anni una scrittura di purezza e perfezione classica. Il re Juan Carlos della Spagna definiva così lo scrittore durante il suo discorso pronunciato nella cerimonia del Premio Cervantes il 23 aprile, celebrata nel Paraninfo dell’Università di Alcalá de Henares lo stesso giorno che, secondo le cronache, morì l’autore del Chisciotte, nel 1616.
Il Cervantes, istituito dal Ministero di Cultura spagnolo, fu creato nel 1975 per onorare l’opera di un autore spagnolo o latinoamericano il cui contributo al patrimonio culturale ispanico è stato decisivo. Tra i vincitori delle scorse edizioni si segnala il colombiano Alvaro Mutis, il peruviano Mario Vargas Llosa e gli spagnoli Francisco Umbral, José Hierro, Camilo José Cela, Francisco Ayala e Miguel Delibes.
Nato a Roma nel 1927, di padre spagnolo e madre italiana, pubblica il suo primo libro “Industrias y andanzas de Alfanhuí” nel 1952. Quattro anni dopo vince il Premio Nadal con la sua opera più conosciuta, il romanzo-modello del neorealismo postbellico “El Jarama”, considerato come una delle più importanti opere della letteratura spagnola del XX secolo.
Tra i suoi ultimi libri ci sono “El alma y la vergüenza”, “Testimonio de Yarfoz” e “La hija de la guerra y la madre de la patria”. Ferlosio si è però dedicato soprattutto a saggi e articoli di folgorante perspicacia e a studi linguistici e storico-filosofici. Il pensiero ferlosiano è laico, rivolto alla dimensione pubblica e ribelle nei confronti dei pregiudizi imposti, dei modelli prefabbricati e di ogni forma di predestinazione, determinismo o manicheismo.
“Rafael Sánchez Ferlosio, escritor”
Dal 22 giugno fino 13 luglio 2005
Biblioteca Casanatense de Roma (Sala Monumentale)
Via Sant´Ignazio, 52
Tel. 068537361
Sito Web: http://roma.cervantes.es/
Ingresso libero
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
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