Una raccolta privata a Villa Trecchi. La collezione Cappelletti
In: Lombardia : Lodi : Mostre Lodi : Maleo
Descrizione
Immersa in un parco secolar, la secentesca villa Trecchi di Maleo (Lodi) sarà sede da sabato 17 maggio di un prestigioso appuntamento con l'arte contemporanea. Dopo il successo dello scorso anno lo scrittore e critico d'arte lodigiano Tino Gipponi è ora curatore di una rassegna che valorizza la ricchezza del collezionismo privato documentando un secolo di pittura: "Una raccolta privata a Villa Trecchi. La collezione Cappelletti" il titolo del percorso espositivo articolato in una sessantina di opere descritto dai protagonisti dell'arte italiana del Novecento ed esemplificativo delle principali correnti. Dalle ricerche tardofuturiste di Balla, dalle periferie e dalle composizioni di Sironi, il percorso si snoda attraverso le espressioni del naturalismo materico di Morlotti fino alla produzione di Longaretti e Moreni e alla stagione informale di Chighine, con una particolare attenzione sull'opera di Francese e Cassinari. L'astrattismo geometrico di Dorazio, i Totem di Crippa e Dova, le testimonianze di Corpora, Ajmone e Peverelli sono parte del panorama che raggiunge le generazioni ultime con i nomi di Baselitz, Paladino, Velasco, Frangi, Ruggeri, Novelli, Schifano e De Dominicis.
Immersa in un parco secolar, la secentesca villa Trecchi di Maleo (Lodi) sarà sede da sabato 17 maggio di un prestigioso appuntamento con l'arte contemporanea. Dopo il successo dello scorso anno lo scrittore e critico d'arte lodigiano Tino Gipponi è ora curatore di una rassegna che valorizza la ricchezza del collezionismo privato documentando un secolo di pittura: "Una raccolta privata a Villa Trecchi. La collezione Cappelletti" il titolo del percorso espositivo articolato in una sessantina di opere descritto dai protagonisti dell'arte italiana del Novecento ed esemplificativo delle principali correnti. Dalle ricerche tardofuturiste di Balla, dalle periferie e dalle composizioni di Sironi, il percorso si snoda attraverso le espressioni del naturalismo materico di Morlotti fino alla produzione di Longaretti e Moreni e alla stagione informale di Chighine, con una particolare attenzione sull'opera di Francese e Cassinari. L'astrattismo geometrico di Dorazio, i Totem di Crippa e Dova, le testimonianze di Corpora, Ajmone e Peverelli sono parte del panorama che raggiunge le generazioni ultime con i nomi di Baselitz, Paladino, Velasco, Frangi, Ruggeri, Novelli, Schifano e De Dominicis.
Periodo: la manifestazione si è tenuta in passato nel mese di ed è presa dal nostro archivio storico.
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